venerdì , 20 Settembre 2019
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insulino-resistenza (I-R.)

L‘I-R. è caratteristica del diabete di tipo 2.
Ricordo la formula che ai miei allievi definisco “della vita“, che è quella della glicolisi aerobica o respirazione cellulare, in quanto le cellule “inspirano” assumendo l’ossigeno, con il glucosio G che diventa complesso GIK  (con Insulina e Kalium, potassio):
GIK + O2 = H2O + CO2 + E(ATP); veramente, più scomoda ma precisa per il n° degli atomi é:
C6H12O6 + 6O2 = 6H2O + 6CO2 + E
In realtà il glucosio entra nelle cellule non come molecola isolata, ma con il complesso GIK che rappresenta una sorta di chiave di ingresso nella cellula, la quale presenta all’esterno del citoplasma il recettore specifico, a mo’ di serratura.
Ho premura adesso di ricordare come nelle situazioni cliniche di iperpotassiemia, soprattutto nelle frequentissime insufficienze renali acute e croniche e nelle rare sindromi da rivascolarizzazione, si usi la semplice flebo GI che lega il K (potassio) circolante abbassandone la sua alta e pericolosa presenza.

Nell’I-R. il recettore è “mascherato” così il GIK rimane in circolo; l’insulina non ce la fa a smaltire (chiarificare) il cronico ed elevato tasso di glucosio in circolo prodotto dal fegato per mancato utilizzo periferico: così l’ormone pancreatico trasforma il glucosio in glicerolo (o glicerina), C3H8O3, un alcol che legandosi agli acidi grassi circolanti di origine animale e vegetale della dieta sintetizza i trigliceridi che vanno ad “abitare” nel fegato. Da qui quasi tutti i diabetici sono ipertrigliceridemici e con steatosi epatica.
Parlavo prima del recettore specifico per il GIK: esso può essere “mascherato” da molecole e fattori infiammatori per i quali la “chiave” del GIK non entra nella “serratura”. Da qui un’iperinsulinemia inefficace per ottenere gli effetti desiderati.

Patologie mediche con I-R. si hanno per problemi genetici, stile di vita con sedentarietà e quindi sindrome ipodinamica, obesità, aging, terapie mediche, ormoni dell’allerta e dello stress come adrenalina ed ovviamente glucagone e quelli corticosteroidei con il cortisolo, ormone dello stress, detto anche diabete steroideo, stato di gravidanza avanzato con il diabete gravidico, non sempre guarito, sepsi e setticemie. La carenza di Vit. D3 è un potente elemento per l’insulino-resistenza!

Rx grossolane metastasi in mastectomia sin. Aortosclerosi, relaxatio diaframm. sin.

Si associa a livello del fegato la mancata modulazione della immissione in circolo di altro glucosio e trigliceridi con iper-trigliceridemia ed ulteriore iperglicemia; > degli ormoni sessuali in circolo e di un fattore di crescita dell’insulina, l’IGF1, noto come somatomedina, verosimilmente coinvolto nel favorire il cancro della mammella; le cellule del tessuto adiposo, non inibite, immettono in circolo acidi grassi liberi in eccesso che si depositano nel grasso intra- ed extra-viscerale, nel lume dei vasi con restringimento del calibro ed aumento volumetrico (e non di numero) delle cellule muscolari lisce quindi < del flusso ematico (aterosclerosi), > dei trigliceridi per > dei FFA e di VLDL con accumulo di grasso nelle cellule muscolari (fonte: Stein D.T. et Coll. Intramuscolar lipid is increased in subjects with congenital generalized lipodystrophy. Diabetes 1997; 46, suppl. 1: 242) ed ancora formazione di AGEs, Advanced Glycosilation End products, cioè prodotti terminali della glicazione avanzata implicati nelle complicazioni diabetiche del microcircolo nella retina, nervi e reni e depressione della risposta immunitaria.
L’ulteriore cronico stimolo alla iperinsulinemia (vedi articoli insulina ed insulinemia.lab) a lungo andare provoca la morte delle cellule beta pancreatiche, produttrici di tale ormone.

L’I-R. si associa alle 4 pre-condizioni dell’aterosclerosi che interessano le cellule endoteliali, la funzione piastrinica, le cellule muscolari lisce vasali e la < dell’HDL a favore delle VLDL (trasportatrici dei trigliceridi) e dell’> delle LDL.

L’infiammazione ha un ruolo rilevante nello sviluppo della I-R. e quindi dell’aterosclerosi.
Ed ancora, durante l’attività fisica l’eccesso di insulina ostacola il rilascio degli acidi grassi dalle cellule adipose.
Un’ultima considerazione, ma ce ne sarebbero altre però a me meno note: ho avuto numerose Pazienti, anche molto giovani, in consulenza, con sindrome dell’ovaio policistico ed insulino-resistenza: durante crisi dolorose pelviche si poneva il problema della diagnosi differenziale con un’appendicopatia.

L’I-R. si realizza pertanto a causa dell’alterata risposta fra l’ormone ed il suo recettore, “chiave e serratura”. Tale recettore è presente in due isoforme:
isoforma A,  presente nel 20% dell’adulto, ma prevalentemente nel feto e nel neonato, dove oltre ad essere ovviamente insulin-binding, risulta da richiamo per il fattore di crescita IGF-2, formidabile anabolizzante quale fattore principe necessario alla crescita e
isoforma B, presente nell’80% dei soggetti a crescita ultimata Essa richiama la somatomedina o IGF-1.
E’ noto anche un IGF-3, ma fino al 2015 è stato rilevato solo in alcune specie di rari pesci tipo zebrafish (fonte).

 

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