mercoledì , 23 Ottobre 2019
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alcool

segnale pericoloun po’ va bene, mai a digiuno ma durante un pasto, magari un bicchiere da 100 ml. di rosso da 13°, (resveratrolo), buono e di marca, per un tasso alcoolico ad 1 ora, per un uomo di 70 Kg. pari a 0.21. Vedi la formuletta più avanti per il calcolo. Puoi guidare, ma mi preme ricordare che comunque chi guida, non deve assumere alcoolici, tolleranza zero, per prudenza, opportunità di esempio, rispetto delle leggi e riguardo per sé e per gli altri.

L’alcool di base calma e rilassa, ma disinibisce lievemente; se si > l’introito, si passa ad eccitamento, disinibizione avanzata, euforia, logorrea, < della consapevolezza e dell’autocontrollo. Andando avanti con l’assunzione, compaiono torpore, movimenti rallentati e poco finalizzati, ottundimento di coscienza; con un tasso alcoolico ancora maggiore si ha incoordinazione motoria, riflessi ritardati, affanno, sudorazione, perdita di coscienza e svenimento: è questo il momento nel quale la maggior parte degli individui viene assistita e portata in ospedale, talora in coma etilico, con verosimile risoluzione del problema in una manciata di ore. Ma si può anche morire, come la cronaca dolorosamente talora riporta.stanchezza stress prono

Proviamo ora a fare una simulazione di un’assunzione di una bevanda alcoolica per valutarne il tasso ematico ad 1 ora. La formula (fonte: Yahoo! GeoCities) è la seguente:

tasso alcoolemico = quantità di bevanda in ml. x gradazione alcoolica x 0.0115 per l’uomo (x 0.0130 per la donna) / peso in Kg.

Esempio:

Edouard Manet – Bar aux Folies Bergère (part.)

500 ml. (1/2 l.) di birra al 6% x 0.0115 (numero fisso per uomo) / 70 Kg = 0.49

la stessa bevanda per una donna, stesso peso (numero fisso per donna) = 0.55

Poi il tasso diminuisce di 0.15 ogni ora, se non si continua a bere!

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità ha meno di 14 anni il 17% dei ricoverati da alcool; da noi si comincia a bere ad 11 anni con prevalenza femminile per maggior quantità assunta/giorno e sua allarmante ascesa. Vedi drunkoressia.

L’atto del bere è considerato divertimento, volontà di sentirsi più libero, lontano da stress (!), cerimoniale di iniziazione ed emancipazione, condivisione di programmi del “gruppo”, talora del “branco”, sfida, soprattutto per i giovani e le ragazze che vogliono dimostrare forza, carattere e personalità, uguaglianza con il sesso “forte”. In realtà per l’alcool, il sesso maschile è sicuramente più “forte” perché la capacità di metabolizzare l’alcool è circa doppia nell’uomo, pertanto, a parità di bevanda assunta, gli effetti saranno nettamente più gravi nelle donne: è il problema della presenza di un enzima, l’alcool-deidrogenasi a fare la differenza (o il “doppio”!) che peraltro subisce una drastica riduzione dopo i 60 – 65 anni, con rischi quindi di danni maggiori in un organismo che affronta la “terza età”, con tutti

Testut e Jacob, 1908 – fegato, stomaco, colon trasverso

i suoi problemi specifici.

Prendo dal sito del Ministero della Salute (www.ministerosalute.it/servizio/galleria) l’introduzione alle campagne di comunicazione – alcool. La riduzione dei danni sanitari e sociali causati dall’alcool è attualmente uno dei più importanti obiettivi di salute pubblica, perseguiti da gran parte degli Stati.

In Italia, benché il consumo generale di bevande alcoliche sia diminuito, il fenomeno dell’alcolismo nei giovani, e più specificamente nella fascia d’età che va dai 12 ai 29 anni, è in netta crescita. Inoltre, per i giovani, l’alcol è la causa del 50% degli 8.000 decessi (“attivi e passivi”) per incidenti stradali e della metà dei 170.000 ricoveri e delle 20.000 invalidità permanenti quale conseguenza evitabile di una guida in stato di ebbrezza. Il Ministero della salute …(omissis) ha individuato come prioritario il problema dell’abuso di alcol e ha deciso di promuovere una campagna comunicazione finalizzata a responsabilizzare e sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi legati all’abuso di alcool.

Per ora abbiamo parlato dell’alcoolismo acuto, episodico, ma è anche drammatico il quadro psico-fisico dell’alcoolismo cronico, che esula dal programma di daddy. Posso solo aggiungere che nel campo medico e chirurgico le malattie che colpiscono questi Pazienti si presentano con un quadro decisamente più complesso, con andamento incerto e risultati a distanza in termini prognostici molto più severi, soprattutto per l’esperienza di un chirurgo chirurgonel quadro post-operatorio difficile, sia nelle patologie semplici che di quelle complesse come la malattia neoplastica od i politraumi. Non dico altro, ricordo veramente tanti casi dolorosi.

Piccola grande riflessione: questo amico-nemico, in quantità anormali, riduce l’assorbimento e lo stoccaggio di quasi tutte le vitamine, specialmente la A!

Chiudo con una frase letta tempo fa, non ricordo dove:

Testut e Jacob, 1906 – sezioni cerebrali

l’alcool appesantisce il fegato (epatomegalia steatosica) ed
alleggerisce il cervello (per atrofia dei neuroni)!

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