lunedì , 15 Agosto 2022
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obesità

obesità: dal latino ob-edere, a causa del mangiare: obeso.
Esortazione greca, di epoca incerta, rivolta ai giovani:
“…possa dio farti guardare con odio il ventre ed il suo cibo…”

Malattia sistemica per il suo coinvolgimento multi-organo, (vedi anche adipociti).fame

Si muore per troppo cibo (surplus calorico) e per pessimo cibo (qualità pessima degli alimenti, al riguardo vai ai veleni a tavola.

In Italia 52.000 vittime ad anno, calcolando un obeso adulto /2,
un’obesa/3
un individuo/3 in età pediatrica.

All’alba del 2009 oltre un miliardo di obesi o di individui sovrappeso nel pianeta Terra!

Le cause (eziologia):
obesità primitiva, cioè con assenza di certezza di causa specifica, di diagnosi certa,

obesità secondaria da cause: endocrinologiche, genetiche, iatrogena (causata involontariamente dal medico per somministrazione essenzialmente di farmaci steroidei od altri meno frequenti, neurologica, psichiatrica per turbe del comportamento alimentare.

Per definire l’obesità, peso in eccesso, oltre al BMI, c’è il rapporto vita-fianchi.

Malattia sociale e globale, da qui il neologismo globesità, con riverberi drammaticamente negativi sulla salute, sui costi, sulla società. Vedi anche S.M.

Il riscontro dell’obesità nell’infanzia e nell’adolescenza quindi è sempre più frequente. La patogenesi dell’obesità risulta complessa, multifattoriale: vi concorrono fattori ereditari, psichici, ormonali ed ambientali. Fondamentale il dato che il GH è di molto < nella suo ritmo e nei suoi picchi, soprattutto nell’obesità viscerale.

Il peso dei fattori comportamentali (sedentarietà con seguente rischio di sindrome ipocinetica, ed iperalimentazione) sembra preponderante considerando la scarsa attività fisica e le scorrette abitudini alimentari. Pur nella loro gravità questi problemi possono essere risolti con un approccio combinato multidisciplinare da parte delle Autorità scolastiche e sanitarie e, soprattutto, da parte dei genitori. Le Autorità possono intervenire fornendo adeguati programmi per migliorare l’efficienza fisica ma i genitori devono cooperare educando i figli ad una corretta alimentazione, evitando che essi permangano per molte ore davanti alla televisione, favorendo altresì la loro partecipazione ad attività fisiche anche al di fuori della scuola. Cardine fondamentale della terapia dell’obesità infantile di grado medio/grave è la dietoterapia in particolare una dieta ipocalorica, rispetto al fabbisogno del bambino, e bilanciata nei suoi macrocostituenti. L’esercizio fisico costituisce, soprattutto nei casi di lieve sovrappeso, un mezzo terapeutico insostituibile che migliora le prestazioni cardiorespiratorie e muscolari; un’attività sportiva regolare può, a volte, costituire il solo presidio terapeutico per il bambino in sovrappeso. Terapia comportamentale ed esercizio fisico devono procedere di pari passo nel tentativo di impostare uno stile di vita sano e scevro dai principali fattori di rischio, tenendo altresì presente il coinvolgimento osteo-articolare con frequente ginocchio valgo e piede piatto; scarsa abilità e destrezza.

Il controllo dei principali parametri corporei deve incominciare dall’infanzia. Solo un impegno così articolato potrà garantire la qualità di vita ed una riduzione dei fattori di rischio per le malattie cardiocircolatorie ed articolari.

Conoscere le variazioni nel tempo dello stato di salute e del grado di efficienza fisica dei giovani appare un elemento importante per poter decidere in quale direzione intensificare gli sforzi. Sarebbe opportuno valutare l’idoneità e l’attitudine all’attività motoria al fine di consigliare gli sport più adeguati e le norme igieniche tendenti a migliorare lo stato di salute.

Al fine di poter individuare i limiti di una condizione di ipocinesia sono stati sviluppati test “da campo”, test cioè che si possono facilmente applicare a grossi gruppi di popolazione.

Il più completo e il “Physical Best Test”. Esso é il test ufficiale dell’associazione americana per la salute, l’educazione fisica, la ricreazione e la danza (per tecnici, non per noi).

Oltre un certo limite di peso, ciò che si mangia, anche in modeste quantità, fa ingrassare: ciò avviene non per la massa corporea invalidante da mobilizzare, ma perché si ha mancanza di E. Studi recenti italiani, con nomi di grande valore, Studiosi modesti e riservati, ma famosi sui siti specifici, hanno trovato la risposta al problema:

nei soggetti che assumono cibo in normale quantità si ha che i nutrienti derivati raggiungono, anche con l’intervento dell’NO i mitocondri, (organuli citoplasmatici sede della cosiddetta “respirazione mitocondriale” processo biochimico che produce ATP dai substrati alimentari, in presenza di O2) i quali producono E. cioè molecole di ATP;

nei soggetti che assumono cibo in eccesso, questo raggiunge gli adipociti che liberano sia leptina che dà al cervello un fugace senso di sazietà, ma anche il Tnf-alfa (tumor necrosis factor alfa), mediatore dell’infiammazione che < il numero dei mitocondri ed in parallelo < la produzione di E.; il cibo che diventa grasso. L’attività fisica è impossibile, la fame è praticamente continua per mancata produzione di leptina, ormone della sazietà, e così si continua ad ingrassare (fonte: Dip.to di Farmacologia, Univ. Milano su J. Clin. Investig., 18.09.2006). Il grasso in eccesso trasforma un maggior quota di testosterone in estrogeni.

Un calo ponderale del 10% comporta una riduzione del grasso viscerale del 30%, veramente prezioso per la < insulino-resistenza, l’infiammazione ed il rischio di eventi cardio-vascolari.

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22 commenti

  1. Amici, sono stefano graziani, l’autore one-man-blog del sito http://www.daddydoctorgym.com e quindi compilatore dell’articolo in questione, più ampio e contenente le notizie sul Neuropeptide Y, del quale vi indico il link:
    https://www.daddydoctorgym.com/nutrizione-alimenti/fame-e-sazieta-5071.html.
    Dove metto il condizionale, i dati sono in verifica sull’uomo, altrimenti sono anticipazioni di osservazione sugli animali, come ad esempio l’agouti-related protein. Ciò che viene comunicato è affidabile. Colgo l’occasione per fare i complimenti ai responsabili del forum, intelligente ed aperto. A disposizione, buon lavoro a voi e a me, stefano graziani, alias ddg.com.
    Ritorno a voi prima di cena, dopo aver letto un articolo che riporta gli studi dell’Università del Michigan dove compare la frase:
    “lo studio sembra che possa indicare che questo possa dipendere almeno in parte dai livelli…”
    Come si vede ci sono molta prudenza ed incertezza al riguardo, con necessità di proseguire gli studi per ottenere risultati scientificamente corretti che meriteranno quindi il peso culturale che meritano. Splendido il saggio commento del Genetista, Prof. Edoardo Boncinelli.
    Un’ultima cosa: il web è uno strumento prezioso, come la bicicletta, l’acqua, l’antibiotico ecc. ecc.: tutto dipende dall’uso che se ne fa. Io cerco di servirmene in modo appropriato, trasmettendo questa esigenza nel mio blog.

  2. Questo commento non è comparso nel forum perchè lo staff, in parte giustamente, lo ha ritenuto auto-pubblicità. Ho inviato il 10.02.2011 una lettera al webmaster, riferendo che la mia risposta era in realtà fornire la fonte della notizia ed il sito responsabile, cioè il mio. Ho concluso la mail chiedendo se loro avessero visto il film “colpevole di innocenza”.
    Non ho ricevuto risposta, ma daddy continua giornalmente ad aggiornare il blog ed a rispondere ai quesiti ed alle curiosità degli Utenti sulla base della propria esperienza ed in fonti affidabili con tanto di bibliografia.
    Auto-pubblicità in auto-blog.

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