domenica , 22 Maggio 2022
Home / medicina / Scienze Infermieristiche e Corso OSS DierreForm: Principi di EDUCAZIONE alla SALUTE (lezione n. 1, modulo 1)

Scienze Infermieristiche e Corso OSS DierreForm: Principi di EDUCAZIONE alla SALUTE (lezione n. 1, modulo 1)

Questi articoli fanno parte di una serie di lavori da me preparati, dedicati agli Studenti O.S.S. (Operatori Socio-Sanitari) ad integrazione di quanto rilevabile nei libri a disposizione, ma credo che siano utili anche ai futuri Dottori in Scienze Infermieristiche soprattutto per il loro contenuto tecnico, agli utenti “curiosi”, ai Colleghi Medici ed ai ricercatori.

MODULO 1 – LEZIONE n. 1logo ddg 1/2 faccetta

PRINCIPI di EDUCAZIONE alla SALUTE.

Ricordo che prevenire un danno potenziale è meglio che curare una patologia attuale dell’organismo, sia come risultato finale con possibili postumi invalidanti, lesioni protratte morfo-funzionali e addirittura la morte, sia come dispendio economico e disagio sociale.

La promozione della salute è “il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla” secondo la Carta di maniOttawa per la Promozione della Salute, WHO (World Health Organisation) del 1986. Essa per essere efficace richiede una visione comune ed un impegno coordinato e sinergico da parte di soggetti sanitari e non, sui fattori determinanti di salute di natura ambientale, organizzativa, sociale ed economica.

Curiosità, coscienza, conoscenza e credere, quindi cultura, comprensione, consapevolezza, condivisione, centralità del proprio obiettivo, competenza, controllo e cambiamento di condizionamenti e di comportamenti compulsivi e di quelli eventualmente inappropriati, costanza nel continuare nell’eventuale ed augurabile cammino positivo di certezze.
Questi elementi rappresentano le “19 C” della Salute che ho individuato, che dovrebbero essere di compito personale.
costituzioneIn fondo si tratta di determinazione, volontà e buon senso.

Accanto a ciò, lo Stato, cioè il Parlamento, il Governo e le Autorità Locali, secondo i dettami della Carta suddetta, ha il dovere di promuovere la salute attraverso un reale welfare, comprendente Assistenza, Lavoro, Previdenza e Salute, cioè il benessere socio-sanitario, con:
programmi di Educazione alla Salute di informazione e formazione dove la Scuola, il MMG, le Istituzioni, i Convegni ed ancora opuscoli e vademecum ed altro occupano un ruolo di primaria importanza accanto alle informazioni, sempre però da filtrare e adattare, dei media (stampa, TV, radio, cinema, giornali e libri, pubblicità, internet);
servizi sanitari di tipo preventivo;
controllo dei posti di Lavoro e di Socializzazione per sicurezza ed ambiente specifico;
controllo dell’ambiente per gli inquinanti che possono influire sulla espressione genica, cioè sulla produzione di determinate proteine e creare altresì danni ai cromosomi con deficit funzionali, avvelenamenti, produzione di cellule cancerose: è l’epigenetica (dal Gr. epi-, sopra e gennitikòs, relativo all’eredità familiare), è un elemento di sicura spettanza del welfare senza alterazione dei cromosomi, che rimangono integri;
controllo degli alimenti e della loro filiera;
sviluppo organizzativo appropriato di sorveglianza con interventi idonei;
il tutto con doveroso e dignitoso programma di impegno economico.

Ed ecco allora una definizione a valenza mondiale sul moderno Concetto di Salute:
secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riunione del 1946, “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità” e chiede ai Governi di adoperarsi responsabilmente, attraverso un programma di educazione alla salute, per la promozione di uno stile di vita consono allo sviluppo di condizioni pratiche in grado di garantire ai cittadini un alto livello di benessere. A questi principi si aggiunge secondo la “Carta di Ottawa”, documento del 1986 quanto segue:
“Grazie ad un buon livello di salute l’individuo e il gruppo insieme devono essere in grado di identificare e sviluppare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente e di adattarvisi”.
Altro dato fondamentale è quello di non considerare solamente la malattia in senso stretto, ma “quella malattia in quel

Celso - Aulo Cornelio
Celso Aulo Cornelio (Roma?, 14 a.C. ca – ?, 37 d.C. ca.)

soggetto”, globalmente valutato (concetto olistico) nel suo problema sanitario.

Ed ecco allora che si può certamente affermare che la nostra salute dipenda da 4 fattori:
1) i geni ereditati dai genitori,
2) il welfare del Paese in cui vivo,
3) l’ambiente in cui vivo: casa, studio, lavoro, città, anche questo elemento, compito del welfare,
4) il mio stile di vita.

Per il tema attuale, EDUCAZIONE alla SALUTE, ho individuato questi 8 elementi:

1) Massima confidenza con il MMG.
2) Partecipare agli screening che la ASL di appartenenza promuove, alle Giornate Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali di Prevenzione di varie malattie: della vista, dell’udito, del cuore, dei grassi del sangue, della tiroide, mammografia, PAP test, sangue occulto nelle feci ecc., tutti gratuiti.
3) Eseguire almeno una volta all’anno una Consulenza del Dentista.
4) Alimentazione.
5) Attività fisica.
6) Sesso.
7) Prevenzione e cura dell’osteoporosi.
8) Controllo dei comportamenti compulsivi: alcool, cibo, droghe, farmaci, fumo, gioco (ludopatia), internet, pornografia on line, sesso, telefonino.

 1) MASSIMA CONFIDENZA con il MMG, anche se talora il rapporto può essere criticato, poco empatico e quindi ritenuto poco soddisfacente. Ma è sempre lui il primo punto di riferimento della propria salute, informandolo al riguardo di ogni problematica nuova o di un evento anomalo che si affianca ad un altro già noto, preesistente.

2) e 3): nell’ottica che è meglio prevenire che curare.

4) ALIMENTAZIONE: affrontiamo l’articolo con i dettami sull’Educazione Alimentare della grande e stimata Amica Dr.ssa Assunta Carnevale, Dott. in Dietistica e in Nutrizione Umana, U.O “Cure Palliative-Hospice-NAD”, Servizio di Nutrizione Artificiale e Clinica.
Percorsi di educazione alimentare. L’interesse pubblico nei confronti dell’argomento alimentazione è in aumento: questa sensibilità deriva dalla grande disponibilità di prodotti alimentari sugli scaffali dei negozi, dai messaggi talora falsamente rassicuranti della pubblicità ma anche da una maggiore attenzione al benessere a tavola e da una consapevolezza del costo del cibo in epoca di recessione economica. La prevenzione primaria al riguardo si prefigge di indicare alla persona non solo le conoscenze tecniche specifiche, ma di facilitarne l’applicazione, adattandosi alle diverse necessità. Un’azione di modellamento individuale che tenta, attraverso il “ problem solving”, di trovare per sé la soluzione più conveniente, affinché certi percorsi possano essere fatti propri.
L’Alimentazione e la Nutrizione, intimamente legate tra loro, si integrano e si completano, rappresentando due fasi di un unico processo fisiologico.
Per alimentazione si intende l’assunzione per via orale degli alimenti , è inoltre l’insieme dei processi di digestione che trasformano, nello stomaco e nell’intestino, gli alimenti composti in alimenti semplici.
La nutrizione è quel processo dell’organismo attraverso il quale i nutrienti vengono estratti dagli alimenti, con il processo della digestione, e assorbiti dall’intestino per essere utilizzati poi dalla cellula a fini energetici e plastici.
Se questo è il compito della nutrizione, è opportuno che i nutrienti contenuti negli alimenti siano assunti in quantità e qualità tali da essere in relazione con i bisogni dell’organismo altrimenti si può instaurare una condizione di “rischio”, che nel tempo può trasformarsi in manifestazione morbosa, cioè di malattia.
Nel concetto di sicurezza nutrizionale, in relazione ai bisogni metabolici dell’organismo, è implicita l’ovvia introduzione quotidiana di alimenti, da cui derivano determinati nutrienti, in quantità e qualità tali da permettere di conservare il buono stato di salute (prevenzione metabolica). Se invece ci si trova in presenza di una condizione morbosa conclamata, come avviene ad esempio con il diabete, l’alimentazione diventa anche strumento terapeutico, attraverso l’applicazione di protocolli nutrizionali specifici per la patologia ed assume un ruolo di prevenzione delle complicanze.
Le indicazioni nutrizionali, omologate per ogni patologia, vanno sempre personalizzate in base alla terapia farmacologica assunta, all’attività fisica svolta, alle necessità lavorative e sociali, al gusto personale verso determinati cibi.
L’adeguato introito alimentare comprende una parte quantitativa, modellata attraverso un apporto calorico, adeguato e correlato all’attività fisica e lavorativa, oltre che alle necessità nutrizionali relative alle condizioni di ciascuno. Se esso risulta bilanciato, il peso corporeo si conserva in una condizione di equilibrio; diversamente, si promuove il sovrappeso corporeo e quindi, talora, mal perseverando si induce l’obesità. Di contro, se l’introito calorico è in difetto, si può sviluppare inizialmente il sottopeso e successivamente si sviluppa la magrezza.
A questi elementi si associa il concetto dell’equilibrio nutrizionale, attraverso l’aspetto qualitativo e quantitativo, espresso come un determinato consumo di proteine, di carboidrati e di grassi, calorici, derivanti dai bisogni di ciascuna persona in associazione a vitamine, sali minerali ed acqua che sono senza apporto calorico.
Se applicassimo in modo costante le indicazioni proposte ad uno stile di vita idoneo potremmo giovarci di una condizione quotidiana sicuramente migliore: è necessario infatti che ogni persona impari a prendersi cura di sé. L’operatore sanitario preposto può aiutare la persona a ricercare questo tipo di consapevolezza, sostenendola e motivandola validamente.
Volontà e consapevolezza permettono di costruire, in un percorso di vita, fondamenta metaboliche solide attraverso le sequenze dell’unico processo fisiologico nel quale si integrano e si completano l’alimentazione e la nutrizione, il concetto di sicurezza nutrizionale (in questo contesto inteso come prevenzione metabolica) e quello di terapia nutrizionale.

5) ATTIVITA’ FISICA: la sua programmazione e l’impegno programmatico regolare favoriscono uno sviluppo positivo a livello psico-fisico, influenzando positivamente gli stati d’animo negativi, lo stress, migliorando la frequenza cardiaca e la capacità respiratoria (adattamento cardio-respiratorio), la pressione arteriosa, le attività gastro-intestinali, ormonali sessuali, il sonno, la soglia del dolore, ritardando altresì nell’anziano, i problemi di deficit mentali, mentre a livello sociale, relazionale, si ha un > dell’integrazione nei vari ambienti, della consapevolezza e della sicurezza di sé, dell’autostima nonché di uno stile di vita visibile e determinato, che crea ammirazione, interesse e proseliti. La semplice camminata vigorosa giornaliera o trisettimanale di 40’, la palestra con tutor, lo sport amatoriale ed altro sono splendide opportunità di attività fisica.

6) SESSO: nell’educazione alla salute dobbiamo parlare di sesso sicuro (“safe sex”) e ciò nell’ambito di criteri di sicurezza sanitaria, di igiene e di rischio di gravidanza indesiderata, con l’obiettivo di evitare le malattie sessualmente trasmesse (MST in italiano e STD in inglese).
I rischi più significativi nei rapporti sessuali sia etero- che omosessuali, oltre a quanto già detto sui problemi di fecondazione non programmata, riguardano l’eventualità di contagio da vari agenti (vedi avanti).
Comportamenti a rischio:
partner multipli soprattutto occasionali;
mancanza di uso del profilattico maschile, molto più noto di quello femminile, durante rapporti vaginali, anali ed orali;
celare o negare malattie in atto;
scarsa igiene personale e/o del partner soprattutto prima del rapporto;
mancata o scarsa igiene delle mani, bocca e parti intime dopo il rapporto.
Si raccomanda caldamente di evitare comunque i rapporti intimi durante le mestruazioni con donne sconosciute, prudenza con quelle che si ritengono siano affidabili;
il liquido seminale può essere è un veicolo di virus, anche dei più pericolosi e di batteri;
affidarsi subito al proprio medico di MG al primo sintomo sospetto o anomalo di carattere genitale, cutaneo o generale;
non alterare la propria capacità di consapevolezza e di equilibrio emotivo e comportamentale con l’assunzione di farmaci particolari, droghe ed alcool;
il liquido prostatico pre-eiaculatorio oltre ad un rischio di gravidanza indesiderata è considerato un veicolo per infezioni anche gravi.
Malattie sessualmente trasmesse con termine obsoleto malattie veneree da Venere dea dell’amore. Un semplice elenco secondo gli agenti.
Virus: HIV
dell’AIDS, HPV con condilomi (o creste di gallo) con rischio di associazione di carcinoma della cervice uterina ed infezione maschile dei genitali, ano-retto e cavo orale, HAV, HBV, HCV, Herpes genitalis (rimane nell’organismo per sempre a quanto finora noto); mollusco contagioso.
Batteri: sifilide
(dal poema Syphilis del 1530 o del morbo gallico) o lue, (contagio in latino) da parte della spirocheta Treponema pallidum; la Neisseria gonorrhoeae porta alla gonorrea (dal greco gònos, seme e réin, scorrere) o blenorragia (dal greco blénna, muco e raghé, eruzione) o scolo; l’Haemophilus ducreyi provoca l’ulcera venerea molle o cancroide; tracomatosi per contagio di una variante della clamidia trachomatis; Donovanosi con la malattia detta granuloma inguinale, frequente in Asia, Africa, Centro- e Sudamerica: il contagio negli europei ed americani del nord avviene nei casi di turismo sessuale sempre a rischio;Ureaplasma urealyticum; Gardnerella; Mycoplasma hominis e genitalyum ed Ureaplasma urealyticum hominis.
M
iceti: Candida albicans con candidosi.
Protozoi: Trichomonas vaginalis, Giardia lamblia.
Insetti parassiti: piattole
(simili ai pidocchi della testa) con la pediculosi del pube ed il Sarcoptes scabiei, acaro della scabbia.

7) PREVENZIONE dell’OSTEOPOROSI.
La malattia colpisce entrambi i sessi, con prevalenza nota per quello femminile e viene definita anche “il ladro silenzioso del proprio calcio”.
Patologia cronica e progressiva dell’osso che diventa meno denso, più debole, fragile e vulnerabile, anche per lieve trauma, con ridotta massa specifica ed alterazione strutturale cortico-trabecolare. Essa ne provoca il depauperamento delle sue componenti minerali peculiari, cioè del calcio e del fosforo; interessa 5 milioni di italiani, 4 donne/1 uomo, pari all’8.5% della popolazione con drammatico > in un prossimo futuro. Anche la struttura proteica dell’osso sulla quale è sostenuta la componente minerale ha il suo ruolo plastico-funzionale.
Secondo la  LIOS (Lega Italiana Osteoporosi) la spesa annuale per la terapia delle fratture è pari a 500 milioni di Euro ed è in drammatica ed ovvia ascesa.
Tale patologia è propria dell’età avanzata per la perdita dell’equilibrio fra le funzioni degli ormoni responsabili, rarissime quelle giovanili per deficit ormonali complessi, mentre è in > l’osteoporosi da furto di calcio degli alimenti da parte del fosforo della Coca-Cola.
La diagnosi di osteoporosi è affidata alla determinazione della densità ossea computerizzata (MOC), secondo linee guida. La terapia adeguata si effettua purtroppo solamente nel 10% dei Pazienti.
L’attività fisica, con il suo carico funzionale gravitazionale, intenso e regolare è affidabile nella prevenzione, garantendo un’appropriata integrità della massa ossea, ed è anche una reale terapia; ricordo i rischi osteoporotici degli astronauti in assenza di gravità e quelli dovuti all’ipocinesia.
Le zone ossee a maggior impatto funzionale sono quelle dei corpi vertebrali da D8 in giù, per il carico del tronco da sostenere, con possibili loro crolli e configurazione ” a cuneo” dello schiacciamento anteriore delle stesse a cui seguono posture anomale e dolori cronici, mentre quelle più invalidanti e pericolose per l’autonomia e la vita dei pazienti sono quelle tristemente famose e frequenti dei femori e delle anche, con circa 80.000 casi/anno.
Segnalo che gli interventi chirurgici di ablazione ovarica bilaterale e le altre condizioni di menopausa patologica sono di grave portata, perchè spesso interessanti pazienti giovani; anche le terapie croniche con corticosteroidi sono di frequente in causa per un precoce e severo quadro patologico al riguardo, con richiesta di strategie terapeutiche preventive e suppletive appropriate; l’abuso di alcool, caffè e sale, il fumo, la sedentarietà e di converso l’eccessivo esercizio muscolare (dei gym-rats!) e le tireopatie iperfunzionanti hanno un’influenza negativa specifica. Ancora a rischio al riguardo le giovani con menarca tardivo, le amenorree prolungate per disturbi dell’alimentazione, tipo anoressia ed ancora terapie croniche con diuretici, antiacidi con sali di alluminio e lassativi; prolungato allettamento ed immobilizzazioni protratte nell’ambito della ipocinesia obbligata o d’abitudine, come detto prima.
Dieta con calcio alimentare adeguato (bene latticini, fagioli, spinaci, broccoli, soia e mandorle, ma attenti al sale!),  idonea esposizione solare, attività fisica ed eventuale terapia medica pluri-fattoriale sono cardini del problema.
Sovradosaggi di Vit.A > il rischio di osteoporosi.

8) CONTROLLO dei COMPORTAMENTI COMPULSIVI per DIPENDENZA da:
Alcool: vedi l’articolo riferito sull’argomento al punto 14), Epatopatia tossica esogena, alcool al link: https://www.daddydoctorgym.com/medicina/corso-oss-medicina-patologie-fisiche-lezioni-14-16-modulo-3-9962.html.
Cibo: i comportamenti inappropriati “a tavola” e “fuori tavola” sono essenzialmente quelli in eccesso: bulimia, iperoressia, drunkoressia, in difetto: iporessia, anoressia, vigoressia e quelle sulla qualità: il junk food, Purtroppo, molto spesso, il Paziente dice: “sì, lo so, ma mi piace!”, oppure: “ma devo mangiare molto spesso al ristorante!” E allora? E’ una scusa. Sarebbe meglio che dicesse: “mi piace mangiare così”. E’ più onesto, ma il paziente trova comunque una spiegazione a lui plausibile che giustifichi un comportamento errato.
Un’integrazione appropriata sull’argomento l’ho già riferita al precedente punto 2) Alimentazione, di questo articolo.
Droghe: l’articolo proviene dalla relazione dei Colleghi del SERT di Lanciano di inzio 2010. Il termine abuso si riferisce all’auto-somministrazione di una sostanza secondo modalità che si discostano dalle norme mediche e sociali condivise, cioè un uso improprio e patologico. Le droghe sono particolari sostanze che hanno la capacità di provocare sensazioni piacevoli e gratificanti, aumentando la concentrazione di dopamina a livello encefalico, responsabile dei comportamenti di abuso.
Ecco la classificazione più utile, semplice ed accettata delle sostanze di abuso, secondo criteri farmacologici:
oppioidi: eroina;
psicostimolanti: cocaina, caffeina;
deprimenti del SNC (Sistema Nervoso Centrale);
alcool etilico e nicotina, già trattati in “alcool” e “fumo”;
cannabinoidi naturali e sintetici
allucinogeni: LSD (acido lisergico);
designers drugs o sostanze sintetiche: anfetamine ed ecstasy.
Eroina: sostanza d’abuso derivata dalla morfina. Produce analgesia, senso di tranquillità, diminuisce l’apprensione, eleva il tono dell’umore ed aumenta la stima di sé, cioè l’euforia. Quando assunta per via endovenosa o fumata, la sensazione è piacevole e intensa, il “rush” o eccitazione. L’intossicazione acuta da oppioidi, “overdose”, è caratterizzata da euforia iniziale seguita da apatia, rallentamento psicomotorio, miosi, sonnolenza, eloquio indistinto, deficit dell’attenzione e della memoria.
Le proprietà gratificanti di una sostanza sono considerate il fulcro della sua capacità di creare dipendenza.
Nel processo che caratterizza la tossicodipendenza da oppiacei vengono distinti tre stadi:
luna di miele”: il soggetto non assuefatto percepisce effetti di grande benessere; l’uso è saltuario e il soggetto appare convinto di poterlo interrompere senza difficoltà;
dosi crescenti”: si instaura una dipendenza fisica e la ricerca della sostanza diviene compulsiva, le dosi devono essere aumentate così come la frequenza di assunzione per provare benessere, la mancanza della sostanza per oltre due giorni determina l’astinenza, caratterizzata da angoscia, disforia, depressione, dolori muscolari ed ossei, nausea, vomito, lacrimazione, rinorrea (scolo di muco dal naso), midriasi (pupille dilatate), sudorazione, diarrea, sbadigli, febbre, insonnia;
porta girevole”: dopo un periodo più o meno lungo di dipendenza compaiono i primi tentativi di disintossicazione, spesso costellati da ricadute.
Cocaina: sostanza d’abuso estratta dalle foglie di coca, ha un effetto stimolante inferiore ad un’ora. All’assunzione fa seguito una sensazione di intenso benessere, di euforia di breve durata con sensazione di vitalità, lucidità di coscienza, sicurezza e fiducia in se stessi; la velocità del pensiero aumenta, il linguaggio diviene fluido e giocondo, l’attività motoria aumenta; il comportamento è caratterizzato da egocentrismo e chiassosità; sono presenti anche inappetenza e insonnia.
Con il passare del tempo l’euforia diminuisce, nonostante l’aumento delle dosi assunte e la riduzione degli intervalli fra le somministrazioni. Il consumatore cronico di cocaina è ansioso, irritabile, disforico, suscettibile con comportamenti apertamente aggressivi, deliri di tipo persecutorio ed allucinazioni visive ed uditive fino al grave decadimento delle condizioni generali con convulsioni ed epilessia. L’intossicazione acuta da cocaina, “overdose”, è caratterizzata da tremore, midriasi, tachicardia, ipertensione, agitazione, stato confusionale con allucinazione e deliri, febbre, convulsioni.
L’astinenza da cocaina causa depressione del tono dell’umore, ipersonnia, irrequietezza, agitazione, ideazione suicidaria, tremori, dolori muscolari, movimenti involontari. Si instaura dopo uno, due giorni dalla non assunzione della sostanza.
Anfetamine: la potenzialità d’abuso delle anfetamine è legata principalmente ai loro effetti euforigeni a scopo ricreativo e antifatica per l’azione psicostimolante; può essere assunta per via inalatoria o e.v. e la sua durata d’azione supera le 10 ore, quindi molto più lunga di quella della cocaina, pari a 45 minuti. L’intensa euforia conduce ad un uso continuo chiamato binge (orgia, baldoria). Su questa seconda fase possono manifestarsi psicosi con ideazione paranoide, mania di persecuzione; segue poi un periodo di assenza di desiderio per la sostanza che genera la crisi di astinenza in uno stato definito “crash”, caratterizzato da depressione, affaticamento, ipersonnolenza, con eccessi di violenza o psicosi. L’overdose di anfetamina è caratterizzato da iperpiressia, infarto cardiaco, convulsioni, emorragia cerebrale, morte.
LSD o dietilammide-25 dell’acido lisergico. E’ il più specifico ed il più potente tra gli allucinogeni finora noti ed è diffuso tra soggetti interessati ad alterazioni delle esperienze percettive (vista, udito, gusto, sensibilità). L’esperienza è chiamata “viaggio”, “trip”. Gli effetti psicologici e comportamentali si manifestano entro 60 minuti dall’assunzione per via orale con declino in 6-8 ore. Le alterazioni sono visive, con amplificazione dei suoni e fenomeni illusori, gli stimoli sensoriali si confondono, l’ideazione è delirante, le emozioni intense.
L’intossicazione acuta si manifesta con marcata dilatazione delle pupille, ipertensione arteriosa, tremore, tachicardia, aumento della temperatura corporea, nausea, vomito.
Ecstasy. Anfetamina di sintesi che ha acquistato popolarità come “droga ricreativa” e si è diffusa con vari nomi, Adam, Ecstasy, XTC, MDM. E’ una 3,4-metilendiossimetamfetamina. La sua assunzione causa un > dell’attività fisica, un miglioramento dell’umore, euforia, alterazioni della percezione per circa 5-6 ore. Lo stato di coscienza è alterato ma controllabile.
L’intossicazione acuta provoca ipertermia, alterazioni della funzione cardiovascolare, difficoltà respiratoria.
Non c’è correlazione tra l’uso ripetuto e fenomeni di tolleranza e dipendenza.
Cannabis. Derivata dalla canapa indiana, viene consumata nella forma tradizionale di marijuana (foglie essiccate) e hashish (resina di cannabis e fiori pressati).
La cannabis viene fumata con o senza aggiunta di tabacco. E’ ricercata come droga ricreativa e produce una modificazione dello stato di coscienza con euforia e rilassamento, distorsione del senso del tempo ed intensificazione delle normali esperienze sensoriali.
Sono rallentate le funzioni di controllo motorio e di tempo di reazione (rischio di incidenti stradali), compare una disinibizione psicologica che si associa ad una disinibizione comportamentale.
Tra gli effetti collaterali possono comparire: ansia, reazioni di paura fino al panico, depressione, alterazione del ritmo cardiaco. Non è documentata una significativa tossicità della sostanza. Gli effetti compaiono dopo 10 minuti dall’assunzione e nell’uso abituale la sostanza viene ritrovata nei liquidi biologici (es. urine), anche dopo diverse settimane per il fenomeno di accumulo nel tessuto adiposo questa è la ragione per cui i sintomi dell’astinenza e la sospensione dell’assunzione sono attenuati.
Benzodiazepine. Farmaci psicoattivi il cui uso terapeutico negli ultimi anni è cresciuto per il marcato aumento delle patologie da stress e da disadattamento: insonnia, sindromi nevrotiche ed ansioso-depressive. Vengono prescritti per la cura dei disturbi del sonno e usati in quantità non terapeutiche in associazione ad altre droghe per aumentarne o diminuirne gli effetti. Causano tolleranza e quindi il loro dosaggio aumenta nel tempo. Alla loro sospensione compare l’astinenza che, quando è grave, può arrivare a causare crisi epilettiche, disturbi cognitivi e della coscienza.
Farmaci, soprattutto psicofarmaci. Questa situazione è una grave, seria e drammaticamente forma di dipendenza psico-fisica determinata e mantenuta dall’assunzione reiterata (comportamento compulsivo) di dosi eccessive, abnormi di farmaci e psicofarmaci, dove il sesso femminile prevale al 60-65%; eccoli in particolare in un elenco molto ristretto però:
antidolorifici come analgesici, anti-infiammatori, anti-flogistici; tra i tanti rischi, il maggiore è quello dei farmaci oppiacei (morfina, eroina, codeina, quest’ultima frequente in associazione con altre molecole. Ricordo soltanto Michael Jackson e il Dr. House della serie televisiva;
anoressizzanti (che portano al non-appetito) per l’obesità: se ci si affida ad uno Specialista, non ci sono rischi. Il problema maggiore risiede nell’acquisto di farmaci sul web vietati e la cui formula e preparazione non danno affidabilitàsulla qualità e quantità del principio attivo, spesso contraffatto! Talora il paziente è solo sovrappeso e nell’obiettivo di perdere peso rischia gravi problemi per la propria salute, avendo una visione distorta e non obiettiva del proprio stato;
ansiolitici o calmanti o sedativi o tranquillanti: molte le benzodiazepine (vedi prima a “droghe”), Anxiolit, Atarax, clordiazepossido (Librium);
antidepressivi: Anafranil (Clomipramil), amitriptilina (Laroxyl), perfenazina, citalopram (Seropram);
barbiturici (come sedativo o ipnotico a piccole dosi): Luminale;
dimagranti: molti di questi farmaci rientrano nel gruppo degli anoressizzanti al quale si aggiungono alcune gelatine idrofile che vanno incontro ad un effetto “bulking” cioè di rigonfiamento quando giungono nello stomaco, con effetto anoressizzante; agiscono un po’ come il pallone intra-gastrico posizionato nell’obeso dall’Endoscopista;
narcotici, dal greco narkòsis, che fa addormentare,come metadone e morfina;
neurolettici o sedativi forti (dal latino sedàre, specialmente il dolore) o antipsicotici (come antipsicotici e nei disturbi bipolari)( psicosi o degenerazione per “ osi” della mente: aloperidolo (Haldol), cloropromazina (Largactil), perfenazina, risperidone (Risperdal),tioridazina (Melleril);
sonniferi o ipnotici o ipnoinducenti: benzodiazepine (Dalmadorm, Mogadon, Roipnol);
stimolanti come amfetamine, metamfetamine: vedi prima a “droghe”.

Problematiche successive alla dipendenza:
assuefazione o tolleranza
, cioè la necessità di aumentare le dosi del farmaco per mantenere gli stessi risultati;
carving cioè la brama, desiderio intenso e ardente con una serie di forti impulsi e pensieri dominanti sulle modalità del prossimo consumo dei farmaci;
astinenza, cioè la comparsa di problematiche psico-fisiche negative all’epoca della sospensione del consumo dei medicinali stessi di interesse neuro-psichico e comportamentale (turbe del sonno, dell’umore, della concentrazione e consapevolezza, delirio), cardio-respiratorio, nutrizionale carenziale, gastroenterologico, sessuale. Deleteria e pericolosissima l’eventuale e sempre più frequente assunzione concomitante dell’alcool;
compromissione progressiva dei rapporti familiari e sociali
con riverberi negativi inesorabili nello studio e nel lavoro per il cambiamento patologico della propria personalità, anche nell’igiene personale e nell’abbigliamento, nei ritmi circadiani con gravi turbe dell’umore, trascuratezza, irresponsabilità ed altro ancora, fino all’esperienza non eccezionale di comportamenti contro la legge.
Il ruolo del Personale Sanitario responsabile è quello di conoscere la storia clinica del Paziente, la famiglia, il luogo di studio o di lavoro, amicizie, luoghi di incontro ed altro per ricostruire laddove possibile la piattaforma culturale, sociale ed emotiva sulla quale si è creata la dipendenza.
Fumo: fumare sigarette, sigaro, tabacco da pipa: fa male e basta.
14 milioni i fumatori in Italia, le donne, 5 milioni, aumentano drammaticamente in modo costante e la loro mortalità/anno è di 6.100 casi, triplicati in 38 anni; inquietante anche il numero in ascesa così come i giovani, anche prima dei 14 anni.
Illuminante visitare il sito del Prof. Umberto Veronesi www.nosmokingbehappy.it per il rischio di cancro del polmone e di deficit progressivo della funzione respiratoria.
Importante ricordare anche che il non fumare raddoppia la possibilità di arrivare a 90 anni (fonte: Harvard Univ., Physicians Health Study).
Deleteri gli effetti biologici sull’organismo del fumatore, fermo restando che il fumo passivo è estremamente dannoso, soprattutto nelle categorie deboli (bambini, anziani, allergici, insufficienti respiratori, gravide ecc.), poiché non si fuma il tabacco, bensì si inspirano i derivati ancor più tossici provenienti dalla sua combustione ristagnanti nell’ambiente; fra l’altro questo fenomeno < la produzione dei linfociti killer ed helper, nostri paladini immuno-competenti.
In Italia sono 10–15 mila le persone in terapia all’anno, soprattutto presso gli ambulatori dedicati (Centri anti-fumo) dei Servizi e delle UU.OO. di Oncologia, oltre ad altre sedi (fonte: Domenico Enea, Responsabile Centro per il Policlinico senza fumo, Umberto I° di Roma) contro le circa 500 mila dell’Inghilterra dove incontri, terapie varie e farmaci, sono gratuiti. Lì, chi fuma, non viene sottoposto ad interventi cardio-chirurgici con la mutua!
Fra l’altro, e molto altro, il fumo contiene fino a circa 4.000 sostanze diverse con 60 carcinogeni (!), libera cadmio, metallo pesante e veleno che ostacola l’utilizzo dello zinco, può < l’HDL e per quanto riguarda la nicotina ormai è noto che < la durata del sonno profondo (fonte: Univ. J. Hopkins, Sleep Disorders Center, Baltimora).
Spesso l’arsenico si trova sulle foglie di tabacco.
L’elemento polonio-84 (210 di peso atomico dovuto ai neutroni) è altamente alfa-radioattivo e quindi estremamente dannoso; risulta presente nel terreno ed in alcuni fertilizzanti ricchi di polifosfati (apatite), nella pioggia, neve e pulviscolo dell’atmosfera; esso viene avidamente assorbito dalle radici del tabacco fissandosi alle sue foglie, quindi fumato, inspirato e fissato ai polmoni dove può danneggiare preferibilmente il DNA delle cellule dei bronchi distali: da qui il rischio di adenocarcinoma polmonare (fonte: http://www.iss.it/binary/fumo/cont/ZAGA_DEF.pdf).

Ed ancora, per tutti, ma soprattutto per noi maschietti, la nicotina alza il livello del fibrinogeno, proteine della coagulazione che si deposita, se in eccesso, sui globuli rossi, rendendo la loro membrana cellulare più rigida, con meno “compliance”, soprattutto nei distretti vascolari periferici capillari, con un flusso alterato per l’attrito e l'”ingombro”; si contrappone all’azione preziosa vasodilatatrice dell’ossido nitrico (NO), favorisce ancora vasospasmo ed alterazione dell’endotelio vasale (ricordo la triade di Virchow, modulo 2, al punto 5 della trombofilia), promuovendo fenomeni arteriosclerotici ostruttivi, il tutto con conseguenze in ogni distretto, anche in quello dei vasi del pene. E’ pertanto noto che una causa della disfunzione erettile sia da trovarsi nel fumo! Il suo effetto pro-coagulante > il rischio coagulativo nelle donne in terapia estro-progestinica (pillola anticoncezionale).

Nella società attuale la tecnologia ha cambiato il modo di conoscere, aggiornarsi, comunicare dove la velocità e l’abbattimento delle barriere rappresentate dallo spazio e dal tempo rendono tutto più fluido ed immediato: “qui e adesso”. In questo contesto il mondo è a disposizione e così il pensiero, le parole, le foto e gli scritti di “tutti” sono presentati ad una platea sconfinata. Il desiderio dell’effimero, il trionfo del narcisismo, del protagonismo e dell’egocentrismo esibizionista, la curiosità improduttiva, la frequente violazione della riservatezza, l’uso improprio talora illegale di personaggi fittizi, di scambio di identità con scopi perversi, dell’anonimato ed altro, rappresentano per molti la piattaforma del nuovo “apparire socialmente”. Tanto tempo sottratto allo studio, al lavoro (internet inappropriato nelle ore lavorative), alla famiglia, alle emozioni ed ai sentimenti giusti, alla sana passeggiata: molti utenti tecnologici sono sovrappeso o obesi; se solo impiegassero la metà del loro tempo “da connessi” in attività motorie, la camminata del benessere in primis, consumerebbero preziose calorie finalizzate ad un buon fine, ma …purtroppo!
Faccio solo un rapido elenco delle moderne dipendenze, non avendo la cultura né l’esperienza specifica al riguardo, aggiungendo qualche riflessione spontanea su alcuni punti.

GIOCO su P.C., macchinette o on line (videogiochi): ludopatie.  Gioco patologico o ludopatia con o senza impegno di denaro. Sempre più in giro, sale d’attesa, macchine, addirittura a spasso, in classe (!), alle loro feste si vedono bambini e ragazzi che non alzano gli occhi dal loro giochino elettronico, non si interessano né all’ambiente né ai discorsi a loro intorno. E’ ancora esperienza quotidiana nei locali pubblici osservare gente di ogni età e stato sociale giocare con le “macchinette” con aria preoccupata, sguardo concentrato o amimico, assente, per molto tempo fino alla fine dei soldi a disposizione. Per giocare più tardi o domani “so come trovare il modo… E accanto a questa “popolazione” fioriscono usurai, negozi “Compro Oro” e “amici disponibili ad aiutarmi un po’”.

INTERNET: “always connected or plugged”: sempre connessi.

PORNOGRAFIA on line: con ricerca di partners reali o virtuali. Anche qui tempo sottratto ai comuni, istituzionali e fisiologici impegni quotidiani, con estraniazione, isolamento, anche familiare, costi economici spesso elevati, depersonalizzazione, rischi di cadere in trappole con foto e video compromettenti ed in malattie sessualmente trasmesse.

SESSO: satirismo nell’uomo, ninfomania nella donna. Per lo più il fenomeno prevede l’utilizzo di internet o l’impiego di farmaci, droghe e sostanze capaci di aumentare la performance sessuale, risolvendo “ansie da prestazione” con il rischio, accanto ad un notevole impegno economico, di servirsi di sostanze contraffatte ed estremamente pericolose per la salute. Il fenomeno interessa anche persone assolutamente sane, giovani e valide dal punto di vista sessuale nell’intento di sperimentare e far sperimentare sensazioni eccezionali, in un crescendo di esigenza e di impegno psico-fisico ed economico.

SHOPPING: nella sua forma compulsiva garantirebbe all’acquirente il possesso di qualcosa di carismatico, tipo “reliquia”, da esibire sfrontatamente o gelosamente conservare come raggiungimento di un benessere temporaneo per una ossessiva e ineluttabile necessità del raggiungimento del benessere mai stabile: un orizzonte che implacabilmente si allontana, una chimera, e pertanto inafferrabile.

TELEFONINO: SMS, foto, notizie, aggiornamenti troppo spesso effimeri come i messaggi al vento o i consigli allo specchio.

I comportamenti compulsavi rispondono a necessità inappropriate e dipendono da situazioni ritenute gratificanti ad opera essenzialmente di 3 ormoni:

serotonina https://www.daddydoctorgym.com/biochimica/serotonina-641.html,

ossitocina https://www.daddydoctorgym.com/biochimica/ossitocina-8478.html,

e soprattutto
dopamina  https://www.daddydoctorgym.com/biochimica/dopamina-a-livello-cerebrale-neuro-ormone-9236.html

Controllate anche

OSS. Nuovo Corso 2020. Argomenti di Medicina. Modulo n. 3/nc

  OSS: Nuovo Corso 2020. Argomenti di Medicina, Dr. Stefano Graziani. Modulo n. 3/nc. 3) …