domenica , 21 ottobre 2018
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radicali liberi – ROS

I radicali liberi sono atomi o loro raggruppamenti nei quali almeno uno di essi possiede uno o più elettroni spaiati nell’orbitale più esterno, diventando così “reattivo” nei confronti delle molecole biochimiche presenti nell’ambiente.

Fanno parte della famiglia S.C.O., cioè Specie Chimiche Ossidanti, capaci di “strappare” un elettrone od un atomo di H ad altre molecole, con formazione di radicali liberi (fonte Prof. E. L. Iorio, www.osservatoriostressossidativo.org.).

Derivano dall’NO, ma soprattutto dall’O2 in eccesso, pari a circa il 3% del suo impiego, “fisiologicamente” quindi prodotti da parte dei mitocondri (fonte: Cornelli U. et Coll., La Medicina Biologica. 2000, 1: 13-18) come “scorie” in rapporto a fenomeni metabolico-

Edouard Manet - Bar aux Folies Bergère (part.)

energetici e durante la “lotta” nel contrastare offese di carattere infettivo, ambientale, del tempo che passa, sole, stress, super-allenamento, alcool, fumo, dieta ricca di acidi grassi saturi, farmaci, ormoni (pillola anti-concezionale) ecc.

Noi abbiamo ovviamente bisogno dell’ossigeno, ed il nostro corpo è istruito nella costituzione e disponibilità di un sistema di protezione anti-ossidante che contrasta il loro accumulo: al riguardo abbiamo enzimi particolari, vitamine A, C, E ed alcuni minerali, quali selenio e zinco.

Nei casi in cui i poteri anti-ossidanti siano deficitari, come in una dieta povera di alimenti vegetali (fonte: Cornelli U. et Coll., La Medicina Biologica. 2000, 1: 13-18), i ROS danneggiano altre molecole e potenzialmente l’ambiente (organo, tessuto, apparato) in cui agiscono, le membrane cellulari si alterano, essenzialmente nei loro componenti lipidici (acidi grassi polinsaturi e colesterolo), con modificazioni dei recettori, dei canali elettrici creati dagli ioni; varia la loro permeabilità, e sul DNA ne “srotolano” le eliche alterando i geni regolatori con conseguente modificazione grave o morte della cellula stessa.

La reazione biochimica e tissutale locale, cercando finalisticamente di annullare o neutralizzare questi radicali, innesca reazioni di tipo

daddy 1967: uomo battaglia di Anghiari, Leonardo 1503

infiammatorio molto spesso dannose, e se cronicizzanti, a circolo vizioso si instaurano lesioni anatomo-funzionali anche irreversibili (vedi avanti).

Se la continua lotta al bilanciamento delle funzioni Ox-Redox si sbilancia a sfavore delle ossidazioni (stress ossidativo), le funzioniprevalentemente intra-cellulari di numerosi organi ed apparati si alterano con risposte anomale, in parte suddette:

riduzione della produzione di E. essenzialmente a livello dei mitocondri, organuli del citoplasma cellulare, extra-nucleare quindi,

innesco di reazioni infiammatorie che attivano una cascata negativa dal punto di vista biochimico, fenomeni che sono alla base di aterosclerosi, tumori, invecchiamento, malattie degenerative ed altro

apoptosi,

risposta immunitaria amplificata, esagerata, afinalistica,

alterata risposta cellulare all’insulina con insulino-resistenza,

alterazioni del DNA,

alterazioni ossidative dei lipidi, con problematiche essenzialmente di membrana cellulare,

alterazioni ossidative dei protidi con perdita della funzione specifica biochimica e di contrazione muscolare e loro degradazione a poli-peptidi, loro “mattoncini” costituenti,

turbe del metabolismo del calcio con alterata trasmissione elettrica degli stimoli; di particolare rilevanza quella a livello delle fibre muscolari del miocardio per i rischi da aritmia.

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