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acidi grassi poli-insaturi omega 3, 6, 9

acidi grassi poli-insaturi: sono vitamine solubili, liquide a temperatura ambiente,  da assumere con la dieta poichè non sintetizzate dall’organismo, racchiuse nel gruppo della Vit.F (da fatty, grasso), a spiccata attività anti-infiammatoria. Sono inseriti anche nel capitolo degli eicosanoidi, ad attività pro-ormonale, nei quali le giuste percentuali degli omega fra di loro consentono una favorevole, positiva attività metabolica.

Gli omega3,  o PUFA n-3 od ancora Vit. F (fatty acids) o i “grassi del pesce azzurro”, ma non solo, sono  l’acido eicosapentaenoico (EPA) ad intensa attività anti-aggregante piastrinica (bene nella prevenzione dell’ictus ischemico, non in quello emorragico appannaggio del Paziente iperteso) e leucocitaria sull’endotelio, il docosaesaenoico (DHA) che regola la maturazione retinica con effetto neuro- e capillaro-protettivo, degli organi della

Testut e Jacob, 1906 – emisfero cerebrale sin. superficiale

riproduzione e del sistema nervoso centrale; entrambi formidabili agenti anti-infiammatori, sono i metaboliti attivi dell’
acido alfa-linolenico
(ALA), unico omega 3 essenziale, a precipua azione protettiva cardio-vascolare (fonte per quest’ultimo: Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri ed Istituto Mario Negri Sud, studio G.I.S.S.I.) con riduzione dei trigliceridi, degli infarti, della morte improvvisa, dell’ictus cerebrale e della mortalità totale. Questa molecola favorisce gli aspetti positivi degli omega6 con < della risposta alla flogosi riducendo la sintesi degli eicosanoidi pro-infiammatori; i suoi metaboliti favoriscono ancora la sintesi del glutatione, sono protettori della funzione polmonare (fonte).
Gli omega 3 favoriscono l’ingresso nelle cellule della luteina e partecipano alla stabilità della funzione parodontale; hanno la capacità di rendere “morbida” e “permeabile” la membrana cellulare per i normali flussi biochimici e garantiscono il buon funzionamento recettoriali di svariate sostanze, ormoni in primis. Ad alti dosaggi, > 2 gr./die, < i trigliceridi (*).
Li troviamo nel pesce azzurro soprattutto fresco (sardine, aringa, sgombro), nel salmone e tonno fresco nell’anguilla (che non amo), nell’olio di oliva, di lino, di girasole e di soia, nella frutta secca lipidica, noci in particolare, nel germe di grano e nei legumi: di recente l’opportunità di estrarre gli omega 3 da microalghe con il progetto austriaco Phobior 2012.
Fonte alimentare dell’ALA: come per l’EPA, ma prevale l’apporto con i semi di lino, ma attenzione allo stoccaggio, soprattutto per l’olio, olio di soia e di germe di grano

Certa una loro azione anti-infiammatoria, mantengono inoltre integre ed efficienti le membrane bio-cellulari dell’organismo; bilanciano le attività degli eicosanoidi buoni e cattivi, < il dolore muscolare tardivo post-training, protratto o inabituale o incautamente troppo intenso ed ancora < gli effetti dannosi dell’acido arachidonico, precursore delle prostaglandine del gruppo degli eicosanoidi. Ad un dosaggio di almeno 1 gr./die riducono il rischio di aritmie cardiache e quindi di morte improvvisa (fonte), anche se alcuni studi greci non sono d’accordo, anzi!
Recente dato, marzo 2011: il calo di questi acidi in condizioni di isolamento e depressione (fonte CNR).

Il loro apporto fisiologico con la dieta è raccomandato dai nutrizionisti, ma è prezioso nelle donne in gravidanza ed in allattamento per lo sviluppo del cervello e della retina del feto e del bimbo, ma anche nell’età dell’accrescimento e dello sviluppo ed in epoca geriatrica.

Omega 6, acido gamma-linolenico (GLA) (dall’olio di borragine) ed alfa-linoleico vengono convertiti in acido linoleico coniugato, precursore dell’acido arachidonico; sono precursori degli eicosanoidi per i quali fondamentale, come detto sopra, è il discorso del buon rapporto reciproco omega 3 e 6, poichè in eccesso, quali anatagonisti degli omega 3, svolgono una funzione prevalentemente negativa.
Li troviamo nei semi di girasole, cereali e germe di grano, sesamo, noci, mandorle, semi di soia e di mais e loro olii, uva, pollo.

Omega 9, gli acidi oleico, sano ed erucico, dannoso.

Nelle diete equilibrate, la somma tra gli acidi grassi omega 3 ed omega 6, deve essere compresa tra il 7.5-10%/die. (fonte: linee guida dell’OMS, Joint WHO/FAO expert consultation on diet, nutr. and prev. of chronic dis. Geneva, Switzerland 28Jan.-1Feb.2002) ed il rapporto ideale è di 1 gr. omega 3/3-4gr. omega 6.

(*) Utile al riguardo una pausa sul blog del mio Amico Pasquale.

 

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