giovedì , 27 Giugno 2019
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antocianine – antocianidine

pigmenti antiossidanti della sola flora, della famiglia dei flavonoidi che danno il colore blu, violetto o rosso alla frutta ed ai fiori; sono estratti industrialmente dalla buccia dell’uva rossa, ma presenti anche in radici e foglie.

Sono presenti nella frutta rossa come uva rossa, ciliegie, sambuco, fragole (27

uva nera
uva nera

Kcal./100 gr.), lamponi, arance (34 Kcal./100 gr.) e ribes rosso ed in quella blu, come prugne, carote nere, fichi neri, uva nera, patate blu del Nord Europa, maqui (bacche viola scuro, caratteristiche dell’arcipelago delle Juan Fernandez, al largo del Cile), mirtilli e more; nella verdura, mais blu, cavoli rossi, melanzane (18 Cal./100gr.), radicchio, tuberi, cioccolato e legumi.

Dal mirtillo rosso americano (cranberry), si estrae un mix di proantocianidine (OPC) che presenta un’azione antiadesiva su molti ceppi, circa nell’80% di essi) di Escherichia Coli presenti nelle urine. Questi germi aderiscono ai recettori delle cellule uroteliani mediante proteine, dette adesine, con le quali si crea conflitto con le proantocianidine.
Dalla vitis vinifera si estrae un altro gruppo di OPC a discreto effetto antiossidante riduttivo sulla fragilità capillare e inibizione della collagenasi rafforzando così le strutture collagene con l’obiettivo di una loro protezione antidistruttiva.

In studio la potenzialità nell’uomo di inibire la replicazione della cellula cancerosa, il ruolo sulla resistenza dei  vasi sanguigni agli insulti metabolici, in Oncologia, nell’invecchiamento soprattutto delle funzioni neurologiche  con speciale attenzione ai test cognitivi, sulla funzione anti-aggregante piastrinica e sull’apoptosi.

In questo gruppo, numerosissimo, ricordo la cianidina, la petudinina, la malvidina, la peonidina ed infine le delfinidine. Queste ultime meritano alcune notizie: esse vengono considerati gli antiossidanti noti più potenti al mondo, preziosi nel campo dell’invecchiamento, soprattutto cerebrale, influenzando l’Nrf2, un fattore di trascrizione che risulta deficitario nella senenscenza con mortificazione delle capacità adattive della cellula in un ambiente con costante attivazione dei fenomeni infiammatori.

Invece i polifenoli sono in grado di riaccendere il “motore” cellulare riattivando la loro capacità di adattamento. Così facendo la cellula vive più a lungo. “Queste sostanze, inoltre, vanno ad attivare le sirtuine, proteine che regolano il metabolismo energetico della cellula nel processo di biogenesi mitocondriale” aggiunge Scapagnini. Cosa vuol dire?
I mitocondri sono il motore energetico della cellula: indurre la produzione dei mitocondri nella cellula è di fatto un ringiovanimento della cellulla. I potere delle delfinidine arriva anche a riparare persino i danni del DNA, il danno più pericoloso dei processi ossidativi (intaccare il DNA significa danneggiare l’intera cellula ed è la base di una degenerazione oncologica o di una disfunzione permanente).

(fonte: Dr. Giovanni Scapagnini Prof. di Biochimica Clinica)

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