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OSS. Operatori socio-sanitari. Nuovo Corso 2020. Argomenti del programma di Medicina, Dr. Stefano Graziani

OSS. Operatori socio-sanitari. Nuovo Corso 2020.
Argomenti di Medicina, Dr. Stefano Graziani.

Con l’anno 2020 la Regione Abruzzo e tutto il territorio nazionale hanno cambiato il programma di studio per la qualifica di OSS, Operatore SocioSanitario secondo la
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE n. 176/DPG021 (14-09-2020).

DierreForm: Scuola per la Formazione e l’Occupazione, Lanciano (Ch). Qui io insegno.

L’Agenzia di Formazione accreditata della Regione Abruzzo, la DierreForm di Lanciano (Ch), per l’Area tecnico-operativa, mi ha assegnato i seguenti argomenti di Medicina:

PROGRAMMA:

1) Tipologia dei bisogni socio-sanitari. n° 4 lezioni, modulo n. 1/nc (nuovo corso):
a) Caratteristiche e sintomi rilevanti ed effetti delle principali patologie fisiche e neurologiche.
b) Principali tipologie di assistiti per situazioni di vita.
c) Tipologie di intervento socio-sanitario.
d) Cenni di anatomia e fisiologia.

2) Assistere la persona nel mantenimento delle capacità psico-fisiche: Anziani. n° 4 lezioni, modulo n. 2/nc.
Conoscenze: Caratteristiche tipiche di assistiti anziani (patologie, sintomi, effetti, contenuti e metodi degli interventi assistenziali e sociosanitari).
Abilità: Riconoscere i segnali/sintomi di disagio e/o rischio della persona assistita. Supportare, nei limiti del proprio ruolo, interventi di rieducazione, riattivazione e recupero funzionale.

3) Assistere la persona nel mantenimento delle capacità psico-fisiche: Minori. n° 2 lezioni, modulo n. 3/nc.
Conoscenze: Caratteristiche tipiche di assistiti minori (patologie, sintomi, effetti, contenuti e metodi degli interventi assistenziali e sociosanitari).
Abilità: Riconoscere i segnali/sintomi di disagio e/o rischio della persona assistita. Supportare, nei limiti del proprio ruolo, interventi di rieducazione, riattivazione e recupero funzionale.

L’Assistenza specifica nei problemi psichiatrici, infettivi, oncologici in stato terminale, di recupero e rieducazione funzionale, saranno svolti da altri Colleghi Docenti.

INTRODUZIONE

Questo mio compito didattico ed obiettivo informativo, formativo e quindi professionalizzante prevede la conoscenza di un “linguaggio” specifico della Medicina e di cenni dedicati alla anatomia, fisiologia e fisiopatologia dei principali organi ed apparati.
A queste necessità si aggiunge un approccio adeguato al Paziente portatore dei grandi capitoli della Clinica, attraverso l’insegnamento e la applicazione delle conoscenze al letto del Paziente, ovviamente secondo competenze dell’OSS, per il quale questi strumenti devono essere comunque permeati di scienza (sapere e saper fare), coscienza (saper essere) e Amore per chi soffre, per colui che ha un profondo bisogno di professionisti seri, competenti ed empatici, non compassionevoli, ma capaci anche di elargire Amore.

Scribonio Largo, Medico Romano, I° sec. d.C. (elaboraz. ddg)

Una riflessione che caratterizza la mia prima lezione ai futuri OSS. Propongo loro questa domanda:
“Qual è l’obiettivo del personale sanitario?”

La risposta è del Medico Romano del I° secolo d.C. Scribònio Largo:
“… per prima cosa non fare danno,
la seconda è fare attenzione
(prudenza e osservazione clinica dettata dall’esperienza),
la terza è curare (che non significa “guarire” ma agire con diligenza).

Ed allora ecco che viene spontaneo riferire su un grande capitolo della Medicina che è quello inquietante e triste della malasanità, malpractice nella quale rientra la Patologia iatrogena, aggettivo che proviene dal Gr. iatròs, medico, e dal suffisso -geno, nascere, produrre, formare; è il provocare danni e lesioni involontari da parte del medico e/o da tutto il personale sanitario: dal punto di vista Medico-Legale bisogna valutare le circostanze e i tempi, il grado di danno e le motivazioni.

Il Dolo è un danno compiuto volontariamente e non ci riguarda.

Il danno per COLPA è un danno non volontario,
cioè avviene per:
imprudenza: è un’azione che non doveva essere compiuta o doveva essere eseguita in modo differente per un esito potenzialmente rischioso. Si agisce cioè senza adottare le opportune cautele e si sostanzia nell’avventatezza, presupponendo poca considerazione degli interessi altrui;
imperizia:
è fare cose che dovrebbero richiedere più esperienza, agendo con inettitudine o poca preparazione professionale, delle quali il soggetto è cosciente; di regola si collega ad una imprudenza o ad una negligenza;
negligenza: è l’omissione di un atto dovuto secondo le norme della corrente esperienza, l’aver agito cioè senza l’accortezza, la sollecitudine e l’attenzione che sarebbero state necessarie: per i Latini è il non amore (negligere, non amare);
non rispetto di norme, regole, ordini e discipline che, imponendo determinate cautele, mirano a prevenire proprio eventi del tipo su descritto.

Dal 1997 in Italia è stata introdotta la medicina basata sull’evidenza cioè su prove di efficacia, l’EBM (Evidence Based Medecine) che riporta protocolli affidabili nonchè consigli aggiornati su percorsi diagnostico-terapeutici in vari campi della Clinica.
Una volta spessissimo in H. si sentiva dire:
“secondo me”
,
comportamento oggi obsoleto e addirittura professionalmente inappropriato e foriero di potenziale danno al Paziente e al Sanitario, se….

Qui le fonti di quanto riporto.
Uno studio accurato USA del 2000 ha rilevato che la terza causa di morte dopo IMA e cancro è proprio la patologia iatrogena!
Negli Ospedali italiani il 14.6% degli anziani ricoverati riceve farmaci ritenuti inappropriati, mentre negli USA (anni 2004 – 2005)  su 701.500 visite al P.S. ben 117.000 ricoveri, pari al 13-20%, riguardavano tale problematica.
In Gran Bretagna il costo annuo di tali ricoveri è pari a 706 milioni di € con degenza media di 8 gg. e nel 2002  si sono avuti 3.8 milioni di pazienti ricoverati con 5.700 pazienti deceduti (0,15%).
Ogni anno si spendono 1.57 miliardi di € per Eventi avversi da
Farmaci
insorti in H.: è la ADR (Adverse Drug Reaction) la Reazione Avversa al Farmaco caratterizzata dal binomio errore-omissione, soprattutto con FANS chirurgo all'opera(Farmaci Anti-infiammatori Non Steroidei, cioè cortisonici), chemioterapia, emotrasfusioni. Atti chirurgici: operare senza consenso informato, intervenire sul lato sbagliato (ernia, rene, ortopedia, oculistica…).
Manovre mediche o infermieristiche: danni da manovre invasive come cateterismi endovasali, naso-gastrici, urologici con il catetere vescicale (CV) soprattutto, e poi clisteri, infusioni, inquinamento da non idonea igiene di mani e oggetti ed altro….
Le conseguenze possono essere estetiche, funzionali o anatomiche, ma il danno maggiore, oltre ad una invalidità permanente, come è ovvio, è la morte.
Ed ancora: diagnosi errate o parziali, le terribili infezioni ospedaliere (se vuoi, vai all’articolo Germi difficili del III° millennio, a cura della Dr.ssa Ines Bianco), le LDD, disidratazione e malnutrizione.

Ricordo l’esperienza personale, mortale per la Paziente, dell’errata somministrazione e.v. di 1 f. di K flebo (potassio), invece della Vit. K prescritta!

Ciò premesso e tornando alle competenze degli Operatori Socio-Sanitari, la loro accurata formazione può essere preziosa ANCHE nei campi della malnutrizione, della disidratazione e delle piaghe da decubito, suggerendo ed attivando premure adeguate nella loro prevenzione. Da oltre 4 anni sono consulente Chirurgo, Chir. Vascolare e Vulnologo per la Coop. Sociale “La “Rondine” di Lanciano (Ch) per alcuni Distretti Sanitari di Base del Chietino.

E adesso desidero definire i seguenti termini che fanno parte del mio programma di competenza sopra elencato, dando molta importanza alla loro etimologia, cioè conoscere ed interpretare il significato delle parole attraverso la loro origine, composizione e storia dalle lingue antiche Greca e Latina e da quelle moderne, soprattutto dall’Inglese.

Atene

Bisogni: dal Lat. bisonium, necessità. Il suo significato è intuitivo, ha una valenza maggiore della cosa utile, e pertanto spetta allo Stato “curare, provvedere a queste necessità” attraverso il WELFARE, (che vediamo più avanti) con iniziative dirette a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, cioè la loro SALUTE.

Salute: dal Lat. salus, salvezza, incolumità, integrità. Ricordo che prevenire un danno potenziale è meglio che curare una successiva patologia dell’organismo, con il vantaggio di evitare possibili postumi invalidanti, come lesioni protratte morfo-funzionali o addirittura la morte, nonchè un maggiore dispendio economico e disagio sociale.
Secondo la Carta di maniOttawa del 1986 (OMS Organizzazione Mondiale della Sanità o WHO World Health Organisation) la Promozione della SALUTE è
“il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla”. 
Essa per essere efficace richiede una visione comune ed un impegno coordinato e sinergico da parte di soggetti sanitari e non, sui fattori determinanti di salute di natura ambientale, organizzativa, sociale ed economica.
Lo Stato, secondo i dettami della Carta suddetta, ha il dovere di promuovere la salute attraverso un reale WELFARE, comprendente Salute, Previdenza, Assistenza e Lavoro (acronimo SPAL per ricordare le iniziali) per realizzare cioè il benessere socio-sanitario, con:
programmi di Educazione alla Salute di informazione e formazione, dove la Scuola, il MMG (Medico di Medicina Generale), le Istituzioni, i Convegni ed ancora opuscoli e vademecum ed altro occupano un ruolo di primaria importanza accanto alle informazioni, sempre però da filtrare e adattare, dei Media (stampa, TV, radio, cinema, giornali e libri, pubblicità, internet);
servizi sanitari di tipo Preventivo;
controllo dei posti di Lavoro e di Socializzazione
per sicurezza ed ambiente specifico;

inquinamento da elettrosmog (fonte)

controllo dell’Ambiente per gli inquinanti;
controllo degli Alimenti e della loro filiera;
sviluppo organizzativo appropriato di sorveglianza con interventi idonei;
il tutto con doveroso e dignitoso programma di impegno economico.
“Grazie ad un buon livello di salute l’individuo e il gruppo insieme devono essere in grado di identificare e sviluppare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente e di adattarvisi”.
Altro dato fondamentale è quello di non considerare la malattia solamente come
“assenza di patologie”
in senso stretto, ma
vecchia fumatrice“quella malattia in quel Paziente globalmente valutato nel suo problema socio-sanitario”,
con il concetto olistico, prima descrittto.
Ma la mia salute, oltre che dipendere dal welfare dello Stato in cui vivo, dipende anche

gengivopatia nella giovane fumatrice

dalla mia volontà e dai miei comportamenti, che devono rispondere alla domanda:
“io mi voglio bene?”

Ecco pertanto il problema della
Educazione alla Salute per il quale ho individuato 8 elementi, esplicati in particolare al seguente link:
1) Massima confidenza con il MMG.
2) Partecipare agli screening che la ASL di appartenenza promuove, alle Giornate Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali di Prevenzione di varie malattie: della vista, dell’udito, del cuore, dei grassi del sangue, della tiroide ecc., tutti gratuiti.
3) Eseguire almeno una volta all’anno una visita dal Dentista.
4) Alimentazione.
5) Attività fisica.
6) Sesso
.
7) Prevenzione e cura dell’osteoporosi.
8) Controllo dei comportamenti compulsivi: alcool, cibo, droghe, farmaci, fumo, gioco (ludopatia), internet, pornografia on line, sesso, telefonino.

Ritorniamo alle terminologie.
Il termine “bisogno” nel nostro campo si associa all’aggettivo
socio-sanitario: è la Pubblica Amministrazione che promuove e favorisce compiti che riguardano l’attenzione al rispetto della dignità della persona umana, delle diversità, allo sviluppo della giustizia sociale, del benessere accanto alla tutela della salute di fasce della popolazione considerate socialmente più deboli o temporaneamente più deboli.

Sintomi rilevanti: il termine significa ciò che il Paziente riferisce o che ci fa capire con le parole, i gesti, le espressioni del volto e la postura del suo corpo. Il termine rientra nella parola sindrome, che è un insieme di sintomi e segni. Il segno è ciò che di anomalo, non sano, cioè patologico si può vedere di un Paziente, individuo pertanto malato, tipo il pallore, cute gialla, l’arrossamento di zone, l’attività respiratoria, la mimica del volto, il deficit della parola, dell’equilibrio, la presenza di una “massa” dasonno, incertezza qualche parte, ecc.

Assistere: dal Lat. adsistere, stare accanto, con il moderno significato di “prendersi cura”, in Ingl. to care, da qui il care-giver, la persona referente del Paziente che può essere un Familiare, un/una Badante, un tutore, un “vicino di casa”, ecc..

Anziani: dal Lat. antianum, da antea, prima, appartenente cioè ad una età anteriore, precedente. In Medicina l’Anziano è il soggetto che abbia compiuto i 65 anni, età della senilità ed i 75 per quella della vecchiaia, ma con ampie variabili biologiche definite dallo stato di salute del soggetto.

Minori: minorenne, dal Lat. minor, minore col suffisso –enne, cioè di età. Sono i soggetti che non hanno ancora compiuto il diciottesimo anno di età: tale condizione ha rilievo civile sulla relativa capacità di agire e penale sull’imputabilità. Ciò comporta delle limitazioni, giustificate da una presunzione d’immaturità psichica.
Ecco le definizioni per età:
neonato: primi 28 giorni di vita,
lattante: primo anno di vita,
prima infanzia: da 1 a 6 anni,
seconda infanzia: da 6 a 12 anni,
adolescenza (teenager): dai 12 ai 18 anni.

segnale pericolo

Ma aggiungo una cosa importante: il cervello per problemi di formazione e maturazione della mielina, è perfettamente adulto, cioè completo nelle funzioni, solo a 21 aa. E questo sviluppo è rallentato da droghe, alcol, fumo di … sigaretta, purtroppo. Occhio ai nostri giovani.

Persona: visione olistica della Persona, termine che proviene dal Gr. òlos, tutto, intero, che ritiene che un sistema non possa essere conosciuto come semplice somma delle parti o delle unità che lo compongono. Pertanto in tale paradigma (pensiero condiviso di una Comunità scientifica e filosofica), si ritiene che tale sistema “valga di più” e che comunque sia “diverso” da quanto superficialmente si possa valutare. Al riguardo ricordo una riflessione importante suggerita ai miei Allievi OSS, invitandoli a rispondere alla mia domanda:

“…quando guardo una piaga da decubito, cosa vedo?”.

La risposta più ovvia e intuitiva è quella di rispondere descrivendo la semplice “unità” piaga da decubito con le sue numerose variabili. In realtà la risposta “olistica”, quella di un sensibile e educato professionista sanitario è:
“vedo un PAZIENTE CON una piaga da decubito”.

piaga da decubito trocantere dx
piaga da decubito trocantere dx

E’ fondamentale prima dell’approccio alla medicazione di una tale patologia, conoscere il Paziente con la sua storia clinica precedente, l’anamnesi remota, l’anamnesi attuale che ha portato alla complicanza della piaga (in questo esempio), terapia domiciliare, eventuali documenti relativi a ricoveri precedenti, visite specialistiche, esami diagnostici per immagini (Radiologia), Ecografia, Ecodoppler e Medicina Nucleare, esami di laboratorio, alvo e diuresi, attività psico-fisica cioè di critica, relazione e motoria (autonomia o non), appetito e modalità di masticazione e deglutizione, allergie ed intolleranze ad alimenti, farmaci e medicamenti topici (per applicazione cutaneo-mucosa). Attenzione alla frequente allergia, anche mortale, per lo iodio, sia come mdc (mezzo di contrasto) e.v. (endovena) negli esami radiologici contrastografici che nelle medicazioni (uso topico, locale).

Capacità: essere in grado di … svolgere una particolare forma di attività psichica, mentale, intellettiva, razionale e di comunicazione o fisica, motoria nella realizzazione di un compito, un esercizio, dando valore a tutti gli elementi che garantiscano, fra l’altro, la gestione della quotidianità, autonomia, equilibrio e deambulazione.

Capacità psico-fisiche: cioè essere in grado di pensare, valutare, determinare e quindi agire in funzione di un determinato obiettivo, percorrendo il percorso ritenuto più idoneo, appropriato, con la propria movimentazione finalizzata.

Mantenimento delle capacità psico-fisiche: il termine “mantenimento” deriva dal Lat. manu tenére, tenere in mano ed ha il significato temporale di incentivare e favorire e quindi conservare, “far durare nel tempo”, ma anche migliorare se possibile, una determinata cosa, situazione o status positivi e gratificanti in funzione della promozione dell’autonomia, dell’autostima e quindi della gratificazione dell’Individuo.

Malattia: è intuitivo che il termine significhi la non fisiologia, entrare quindi in uno stato patologico. Il termine proviene dal Gr. malakìa, mollezza, debolezza e dal Lat. male aptus, malconcio, malmesso. E’ la non Salute, la situazione di chi ha una patologia (dal Gr. pathos, sofferenza) organica, cioè di un organo, un elemento anatomico, un apparato (tipo intestino, rene, meningi, bronchi…) o funzionale, cioè non di un elemento anatomico preciso, ma in realtà difettoso, disfunzionale (tipo nevrosi, dispepsia, colite, cefalea).

Disabilità: dal Gr. dis-, alterata, non fisiologica abilità. Sinonimo moderno è handicap (dall’Ingl. hand in cap, mano nel cappello) è l’opposto di abilità e capacità, e riguarda le funzioni psichiche e quelle fisiche, inserendo modernamente anche i fattori ambientali che interagiscono a determinare una situazione di disabilità. Questa infatti viene definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come (fonte)
“… la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, i fattori personali ed i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo.”
Può presentarsi come disabilità intellettiva e/o relazionale e comunque con mancato, non raggiunto né raggiungibile livello comportamentale adattativo.
Ricordiamoci che il termine “malato” non è più appropriato da tempo, ma ogni disabile rientra nel concetto di “Persona avente diritti” (Conferenza di Madrid, 2002, fonte)

Rischio: è la probabilità che accada un evento avverso, capace di causare un danno. E ai miei Allievi metto in pole position l’evenienza della CADUTA (con frattura di femore in primis) e poi quella della ostruzione della via anatomica respiratoria superiore da DISFAGIA, con eventualità (rischio!!!) di polmonite ab ingestis e morte da ipossia ipossica per soffocamento, argomento fondamentale che affronteremo nelle prossime lezioni.

Desidero infine definire la parola
disagio, che spesso troveremo nelle nostre lezioni. Essa proviene dall’Ital. agio, comodità, possibilità, conforto con il prefisso dal Gr. dis-, carente, anomalo, mancante. E’ quindi sofferenza per carenza o mancanza di cose necessarie.  Da qui la difficoltà nel sapersi adattare emotivamente e fisicamente in determinati compiti, atteggiamenti e situazioni.
Si parla di disagio
evolutivo endogeno nei conflitti adolescenziali e di quello socioculturale per le influenze esogene con vincoli dovuti all’ambiente nel quale si vive.

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