venerdì , 24 novembre 2017
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Pancreas: note di prevenzione delle sue patologie.

Sulla scorta di un’intervista virtuale fra me ed una lettrice della “Rivista Gente e Piazza” del mio caro

pancreas da Atlante Netter

e prezioso Amico Prof. Mario Micozzi, pubblico l’esperienza sul blog.

DOMANDA
Egregio Dott. Graziani,
sono una lettrice di Atessa, mi chiamo Nadia Turano e desidero avere una risposta da Lei in merito ad una mia curiosità ed interesse particolari:
“in che modo si possono prevenire le eventuali varie affezioni al pancreas che so di essere un organo importante del nostro corpo?”
In attesa di leggerla, grazie.

RISPOSTA
Gentile Sig.ra Nadia. Complimenti per la domanda molto interessante che però mi ha richiesto un po’ di tempo per organizzare una risposta razionale, esaustiva e soprattutto schematica.

Desidero prima ricordare che il pancreas ha una doppia funzione:
digestiva per quanto riguarda la scomposizione enzimatica degli elementi nutritivi della nostra alimentazione, zuccheri proteine e grassi, detta funzione esocrina,
ed ormonale, funzione endocrina, in quanto questo organo produce cinque ormoni, due i più conosciuti:
l’insulina che regola la concentrazione del glucosio nel sangue, la glicemia, abbassandone i valori al di sopra della norma, con effetto quindi ipoglicemizzante;
ed il glucagone, che tende ad alzare la glicemia, con azione cioè iperglicemizzante.

Ho deciso quindi di organizzarmi descrivendo a grande linee le principali affezioni del pancreas, rispondendo, come da Lei saggiamente suggerito e dove possibile ed appropriato, con il criterio della PREVENZIONE, da me indicata nell’articolo con la sigla (P). Sarà pertanto questa la piattaforma per le risposte.

Ed allora eccomi all’opera con l’elenco delle patologie di questo complesso, misterioso e sicuramente ”importante organo del nostro corpo”.

Le PATOLOGIE del PANCREAS e la loro PREVENZIONE (P).

organi addome sup.re (immagine da www.albanesi .it)

Malattie ed anomalie congenite: voglio ricordare soltanto la fibrosi cistica del pancreas, detta anche mucoviscidosi che può colpire numerosi componenti di una stessa famiglia con quadri clinici vari, talora drammatici e ad esito infausto in bambini e giovani adulti.
(P): nelle coppie a rischio per familiarità consiste in una consulenza genetica pre-concepimento, e se la gravidanza è già iniziata, per una diagnosi prenatale, in uno studio genetico tramite prelievo dei villi coriali della placenta a due mesi e mezzo e tramite amniocentesi subito dopo il IV° mese.

Traumi: i più frequenti dipendono dalle cadute con trauma addominale alto, che vedono nel manubrio della bicicletta e delle moto la causa più importante, seguono i traumi da calci e pugni diretti ed altre situazioni più rare.
(P): attenzione e prudenza, da non sottovalutare la fatalità o la provvidenza del caso…

Diabete mellito giovanile (o insulino-dipendente): è una malattia cronica autoimmune non congenita, che colpisce soggetti con predisposizione genetica a sviluppare autoanticorpi contro il pancreas endocrino. Rappresenta un po’ meno del 10% dei casi totali di diabete.
(P): in studio molti progetti estremamente complessi e raffinati per le tecnologiwe impiegate, con risultati che dovrebbero migliorare, forse anche a breve lasso di tempo, nel campo della prevenzione.

Diabete mellito gestazionale: è la prima diagnosi di diabete mellito in corso di gravidanza la cui comparsa può essere precedente e misconosciuta, ovvero ad essa contemporanea.
(P):
la prevenzione dovrebbe essere iniziata già prima della decisione di una gravidanza nelle donne in sovrappeso o già francamente obese. Ci si affida ad un sano stile di vita che prevede di incentivare una regolare ed appropriata attività fisica, una dieta varia e “sana”, con bassissimo introito di zuccheri raffinati (quello che metto nei caffè e quello della pasticceria) e di grassi animali; essere amici della bilancia e mantenere un diario “onesto” del peso corporeo e degli alimenti giornalieri assunti. Da qui, in previsione di una gravidanza è intuitivo e fortemente consigliato il calo ponderale!

Diabete mellito di tipo 2 (dell’adulto o insulino-indipendente): qui possiamo trovare casi sia con alta presenza di insulina in circolo ed alta glicemia (insulino-resistenza), che con poca o assente insulina. Esso rappresenta circa il 90% dei casi totali di diabete. L’obesità rappresenta la causa principale di diabete di tipo 2 nei soggetti che sono geneticamente predisposti alla malattia ed in quelli con disturbi da alimentazione incontrollata .
(P): anche qui lo stile di vita idoneo è la regola d’oro! Talora utili o necessarie una consulenza dietologica e psicologica, a seconda dei casi.

Infiammazioni acute: le pancreatiti acute si presentano con forme cliniche variabili, da quelle modeste ed a rapida risoluzione clinica, a quelle drammatiche che possono richiedere ricovero in Rianimazione, (ricordo al riguardo l’allora marito di Carolina di Monaco, il Principe Ernst August di Hannover che nel 2005 fu assistito in Rianimazione e Terapia Intensiva per quasi due settimane per una gravissima forma di pancreatite su base alcoolica). Ci sono ancora forme che richiedono interventi chirurgici complessi e forme fulminanti mortali per una compromissione rapida multi-organo. In questi casi il pancreas viene auto-digerito dai propri enzimi e si hanno effetti tossici deleteri locali e sistemici.

Edouard Manet – Bar aux Folies Bergère (part.)

(P): l’alcool è in prima linea. Seguono i calcoli della colecisti e del coledoco, le pancreatiti post-operatorie sull’addome, imprevedibili, per interventi chirurgici non pancreas-correlati o per interventi endoscopici in quell’area anatomica, piuttosto rari, l’ipertrigliceridemia (i trigliceridi sono grassi che provengono però da zuccheri semplici ed alcol in eccesso nella dieta, insulino-mediati) ed altre cause più rare, tipo  farmaci, prodotti tossici per l’agricoltura. In alcuni casi la causa è non diagnosticabile, sconosciuta.

Infiammazioni croniche: le pancreatiti croniche, protratte cioè nel tempo, sono l’esito in aggravamento, di episodi ricorrenti di pancreatiti acute  Tale forma, oltre al dolore addominale subcontinuo riduce la normale duplice (vedi all’inizio dell’articolo) funzione dell’organo, con perdita di nutrienti con la diarrea perché non ben digeriti, calo sevro del peso, diabete mellito spesso insulino-dipendente e problematiche digestive ricorrenti.
(P): è la stessa delle pancreatiti acute, ma soprattutto nelle problematiche della dieta, spesso è l’alcol il perfido e nefasto direttore d’orchestra. Al secondo posto, ma un bel po’ lontane, le calcolosi della via biliare, talora recidivanti e non ben risolte.

Tumori maligni: capitolo molto corposo, poiché le forme cancerose sono molteplici e con decorso clinico e prognosi molto variabili. Il Paziente “tipo” è prevalentemente un maschio di 60 – 70 anni, bevitore, fumatore, sovrappeso, diabetico e sedentario.
Sto scrivendo questo articolo sabato 4 febbraio 2017. E’ la Giornata Mondiale contro il Cancro. Ed allora ecco il (P) idoneo all’argomento.
(P): Prendo in toto l’articolo pubblicato su Corriere.it e lo “incollo” qui (fonte: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/cards/giornata-mondiale-contro-cancro-tutti-possiamo-fare-nostra-parte-ecco-come/ognuno-faccia-sua-parte-ridurre-4milioni-morti-evitabili_principale.shtml). Eccolo:
Quest’anno il World Cancer Day, la Giornata mondiale contro il cancro celebrata tradizionalmente il 4 febbraio, cade di sabato:
«È un’occasione per far passare il nostro messaggio e metterlo in pratica”,
sottolineano gli organizzatori dell’iniziativa:
“uscite di casa e fate movimento. Scegliete una qualsiasi attività, dalla passeggiata agli sport agonistici. Basta iniziare anche solo preferendo le scale all’ascensore. L’esercizio fisico aiuta concretamente a mantenersi in linea o dimagrire e tenere lontane moltissime malattie, a partire dai tumori, che sono legate a sedentarietà e chili di troppo».
«Noi possiamo, io posso»
è lo slogan della Giornata, il cui obiettivo è salvare milioni di vite da una morte prevenibile per un tumore, aumentando la consapevolezza sulla malattia e incentivando le persone a fare la loro parte
Ma aggiungo: il fumatore presenta un rischio di ammalarsi di cancro da due a tre volte rispetto al non fumatore o a chi smette di fumare in tempo ed il Paziente “tipo” è prevalentemente un maschio di 60 – 70 anni.

Cara Signora Nadia: ho finito. Come può aver letto, spesso la buona volontà ed il buon senso la fanno da padroni nel campo della prevenzione. Ma talora questi consigli risultano scomodi, noiosi, mortificanti ed intempestivi.
“Poi, poi, per carità, non adesso! Lasciatemi vivere un po’ in pace… Se mi togliete anche questo! E poi… mi fanno male le ginocchia…, le scarpe poi. Grazie per il consiglio, ci penserò presto, presto…”

Mi è piaciuto scrivere per Lei e per gli Amici del Prof. Mario Micozzi, ma è stato particolare, soprattutto emotivamente per me ricordare situazioni cliniche e tanti Pazienti, molti dei quali Amici, che sono passati nel Reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Lanciano. Molti, molti purtroppo non ce l’hanno fatta!

“Il pancreas è una brutta bestiaccia”
diceva spesso, con dolore e rabbia, il mio Maestro Prof. Alessandro Di Bartolomeo.

Stefano Graziani

 

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