sabato , 16 Gennaio 2021
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attività fisica e consumo energetico

la sua programmazione e l’impegno programmatico regolare favoriscono uno sviluppo positivo a livello psico-fisico, influenzando positivamente gli stati d’animo negativi, lo stress, migliorando la frequenza cardiaca e la capacità respiratoria (adattamento cardio-

daddy interpreta Monna Lisa, 1968

respiratorio), la pressione arteriosa, le attività gastro-intestinali, ormonali sessuali, il sonno, la soglia del dolore, ritardando altresì nell’anziano, i problemi di deficit mentali (fonte: Arch. Int. Med., 01, 2010) tipo Alzheimer ed anche motor, tipo Parkinson (per > del Brain-Derived Neurotrophic Factor, noto dal 1987, credo) mentre a livello sociale, relazionale, si ha un > dell’integrazione nei vari ambienti, della consapevolezza e della sicurezza di sé, dell’autostima nonché di uno stile di vita visibile e determinato, che crea ammirazione, interesse e proseliti.

Cosa succede quando decido di andare in palestra? Cammino e già dopo pochi secondi ho consumato le scorte molecolari di E. (energia) (ATP – adenosintrifosfato che diventa ADP-adenosindifosfato + E.) presente nel muscolo, il glucosio (G.). Ho quindi bisogno di produrne nuova con il coinvolgimento soprattutto del sistema “motore – vie del sangue”, cioè cardio-vascolare e “mantice respiratorio – vie dell’aria”. La necessità di produrre E. nel muscolo richiede pertanto la collaborazione ed il supporto di questi due sistemi, sia per l’apporto dell’O2 che per lo smaltimento dei rifiuti, rappresentati da CO2, H2O, acido lattico, radicali liberi, ecc.

Riprendiamo lo schema:

glucosio già presente nel muscolo: E. per pochi secondi.

L’attività fisica continua: cala il ruolo della produzione di E. da parte del muscolo e mi servo allora del G. del G.n. muscolare, di quello presente nel sangue e poi di quello proveniente dalla glicogenolisi epatica e poi ancora dalla gluconeogenesi in attività anaerobica (via glicolitica).

Dopo circa 30’ di attività aerobica, si ottiene la mobilizzazione dei grassi di deposito con formazione di glicerolo e quindi acidi grassi che raggiungono i muscoli per fornire E.

Se aumenta l’attività aerobica, che necessita di ulteriore O2 e glicogeno (G.n.), grassi soprattutto (acidi grassi liberi nel sangue) e proteine saranno le successive fonti di E. Questo fenomeno di pronta disponibilità di E. è sotto un delicato equilibrio metabolico i cui attori sono rappresentati dalla insulina ad effetto ipoglicemizzante e dai 6 ormoni iperglicemizzanti che sono glucagone, catecolammine (adr. e n.adr), corticosteroidi, tiroxina e GH.

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