martedì , 18 Giugno 2024

calcitonina

ghiandola tiroidea da Chirurgia del collo, De Cesare E.

è un ormone polipeptidico tiroideo prodotto dalle cellule parafollicolari, dette anche cellule C. ad origine neuro-endocrina: esse

ecografia di Lucio Troiano per il "Frentano doro"

 

rappresentano l’1% del patrimonio cellulare tiroideo.

Insieme al paratormone, con azione antagonista, ed alla vitamina D3 regola il metabolismo degli ioni calcio e fosforo a livello osseo e renale dove > la loro escrezione inibendo il riassorbimento osseo, contrastando il rialzo pericoloso della calcemia, che lo attiva, con effetto infine ipocalcemizzante di mineralizzazione ossea.

>: nel 75% circa dei Pazienti con carcinoma midollare della tiroide, come anche la cromogranina, anche in assenza di masse palpabili; utile nel follow up di questi Pazienti trattati, nella completezza del trattamento chirurgico eseguito e nella diagnostica delle neoplasie endocrine multiple (M.E.N.);

Rx grossolane metastasi in mastectomia sin. Aortosclerosi, relaxatio diaframm. sin.

di frequente > nelle malattie

Testut e Jacob, 1906 - ghiandola mammaria dx sup.le femminile

 

metastatiche ossee pluri-distrettuali,
aspecifico per il cancro del polmone e della mammella,
talora nell’insufficienza renale cronica. Un > di tale ormone si ha anche in molte patologie bronco-polmonari tipo BPCO, TBC, fibrosi polmonare, sarcoidosi, tabagismo e bronchiectasie per differenziazione neuro-endocrina di altri tipi cellulari locali, dalle preziose e protettive cellule di Clara, o pneumociti di tipo II, in particolare; da qui la iper-produzione di calcitonina, peptide dominante in queste cellule, con spiegazione della frequente ipercalcemia in questi Pazienti “respiratori” (1).

Il carcinoma midollare della tiroide, neuroendocrino, rappresenta lo 0.05 di tutti i tumori, ed il 5 – 7% dei cancri tiroidei. Si presenta nel 75% in forma sporadica ed isolato preferibilmente nell’adulto-anziano e nel 25% nelle forme  familiari di MEN 2A/2B (Multiple Endocrine Neoplasyas) ed FMCT (carcinoma midollare familiare della tiroide) per lo più pluricentrico e bilaterale. La forma, autosomica dominante, è dovuta ad oltre 25 mutazioni germinali del proto-oncogene Redoctor signora tiroidet sinonimo CDHF 12) (fonte: http://ghr.nlm.nih.gov/gene/RET) rilevabile sul braccio corto del cromosoma 10 ed individuato nel 1992, che codifica per un recettore di membrana ad attività tirosino-chinasica. Necessità di diagnosi precoce in queste forme genetiche, in quanto la mortalità è del 50% nelle diagnosi non tempestive (fonte: Prof. Enio Martino, Endocrinologia, Università di Pisa).
Il CEA è positivo nel 90-100% dei casi.
(1) fonte: L. Rosato et Coll. Club delle UEC, I tumori neuroendocrini, Nov. 2003, 123.

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