sabato , 16 Gennaio 2021
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ampiezza articolare o ROM

Range Of Motion, ROM, è la caratteristica di tutte le articolazioni che tendiamo a migliorare con vari tipi di ginnastica, auto-gestita o meglio, assistita e con lo stretching ed il Pilates
Condiziona l’esecuzione, la tipologia, l’equilibrio, il rendimento e l’estetica dei movimenti. Vedi anche flessibilità, termine però appropriato per l’ampiezza dei movimenti della colonna vertebrale.

ROM e flessibilità necessitanopilates triangoloflessione in laterale di continuità, consapevolezza ed impegno frequenti.

Ciò che influenza il mancato sfruttamento delle possibilità funzionali di un’artiolazione sono essenzialmente il “non uso” con l’immobilità volontaria (del sedentario, del pigro, del demotivato o dell’obeso inattivo), l’immobilità indotta (tipo apparecchi gessati e vari mezzi di contenzione terapeutici e non).
Altro fattore influente è ovviamente l’età, le patologie articolari (artrosi, artriti, teno-sinovitii ed altro più raro), muscolari (ipotrofia ed atrofia, miositi e miopatie primitive), del tessuto connettivo della struttura, i postumi di un trauma o di un intervento sull’insieme delle strutture anatomiche ed ancora le patologie neurologiche che impediscono una normale funzione (sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, postumi di ictus, sezioni traumatiche di nervi ecc.)
Il tutto si riflette in una mortificazione delle potenzialità di escursione articolare con una riduzione dell’ampiezza del movimento e quindi della funzione. Altre cause le potrei trovare in alcune posizioni anti-fisiologiche dovute a necessità lavorative o da cattiva postura, anche degli studenti, che mortificano cronicamente le potenzialità di escursione articolare.

Qui ci troviamo nel campo della patologia medica, ma una malattia veramente comune e dagli effetti devastanti nella società di oggi è la pigrizia spesso vissuta purtroppo con consapevolezza e colpevole reiterazione.

I Silver Convention, nel 1976 cantavano: get up and boogie! E daddy adesso lo ricorda. Ma il consiglio migliore è sicuramente quello di condividere il problema con il MMG, fare la diagnosi (laddove non dovuta a grave patologie note ed irreversibili) precisa e farsi indirizzare presso un centro fisiatrico ovvero una seria palestra per l’idonea attività fisica, ricordando che anche il tempo di “non attività” rappresenta un severo fattore di progressivo aggravamento sintomatico e funzionale.

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