sabato , 6 Marzo 2021
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schistociti: appunti preziosi della Dr.ssa Maria Golato

Lanciano

Gli schistociti, dal greco schisis, divisione, fenditura e per associazione, frammento (nota di daddy):

schistociti

sono frammenti appunto di globuli rossi a morfologia variabile che se presenti nel sangue periferico sono un importante marker diagnostico per diverse patologie quali i disordini cardiovascolari (angioplastica, alterazioni vascolari, endocardite, aneurisma e coartazione dell’aorta) e le microangiopatie (porpora trombotica trombocitopenica, sindrome emolitica uremica, carcinomatosi disseminata, post-chemioterapia, eclampsia gravidica e preeclampsia, coagulazione intravasale disseminata (CID), malattie infettive, malattie autoimmuni, emangioma, ipertensione maligna).
Tra le patologie su menzionate si devono differenziare le microangiopatie trombotiche che necessitano di diagnosi e trattamento in emergenza.

In letteratura sono numerosi gli studi che evidenziano l’importanza, in corso di malattie ematologiche, della quantizzazione e del monitoraggio degli schistociti. In particolare la microangiopatia associata a trapianto delle cellule staminali richiede, a fronte di un incremento di frammenti di globuli rossi, una sospensione o riduzione immediata delle terapia immunosoppressiva.

Il conteggio dei frammenti eritrocitari è clinicamente importante, infatti è stato inserito nei criteri diagnostici della Microangiopatia Trombotica insieme ad altri parametri di emolisi. Stabilita la necessità della quantizzazione degli schistociti è necessario rilevare le problematiche inerenti i loro conteggi.
Il conteggio al microscopio rappresenta il metodo di riferimento, il dato è ottenuto contando almeno 1.000 RBC su due o quattro strisci

daddy 1967: decoro marmo palazzo

diversi; da ciò si deduce che a fronte di un basso costo del materiale c’è un alto costo delle risorse umane impiegate nella lettura microscopica, un TAT (1) elevato e la presenza di alti CV% (2) nella lettura intra- ed inter-microscopisti.
L’evoluzione tecnologica ha sviluppato la possibilità di conteggio degli schistociti in automatico. La distinzione dei frammenti eritrocitari, dalle altre cellule è reso possibile mediante tecnologie combinate, che rilevano il contenuto in RNA, DNA e volume cellulare. Algoritmi strumentali consentono anche nei microcitemici di distinguere i frammenti dai globuli rossi. Il dato ottenuto, confermato con lo standard di riferimento, consente di avere informazioni immediate ed automatizzate attuando approfondimenti diagnostici solo a campioni segnalati come positivi.
Un ulteriore vantaggio è di poter rilevare la presenza di schistociti anche in pazienti non selezionati clinicamente con possibilità di diagnosticare patologie ad elevato rischio e di effettuare trattamenti terapeutici precoci.

Dr.ssa Maria Golato
Direttore di U.O.C.
Patologia Clinica
Ospedale “Renzetti” Lanciano – Ch

(1) TAT: Turn Around Time: tempo intercorso tra il check-in della provetta in Laboratorio ed il rilascio del risultato visualizzato in Reparto.
(2) CV%: Coefficiente di Variazione: indica la percentuale di variabilità, misurata con la deviazione standard, rispetto alla norma.

 

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3 commenti

  1. Il mio “grazie”, purtroppo tutt’altro che tempestivo, come per gli altri tuoi due articoli (eritroblasti e cellule mieloidi immaturi e reticolociti e piastrine reticolate) proviene dalla bellezza in senso scientifico e dalla importanza di quanto ci hai esposto. La collaborazione con il Collega di Reparto od il Medico di Medicina Generale sono fondamentali per l’obiettivo che la nostra professione richiede: la tutela del Malato.
    Buon prosieguo di studio, ricerca ed applicazione nell’ambito delle mille problematiche relative al tuo compito di Dirigente Responsabile della Patologia Clinica.
    Con affetto, daddy.

  2. Gentile dr.ssa Maria Golato, buona sera; volevo sapere se, con l’analisi urinocultura,si possa avere una diagnosi certa di schistocitosi: ho fatto le analisi il giorno 10/05/2012 presso l’ospedale … … e nel risultato viene identificata la diagnosi sopra elencata: sono in attesa di una risposta grazie.

    • Cara M.G., sono il blogger ddg. Ho Parlato con la Dr.ssa Golato e ti ho inviato una richiesta di dati più accurati che ancora non ho ricevuto. Comunque la risposta della Collega è no! L’urinocoltura non è l’esame appropriato e neanche l’esame urine con sedimento per questa diagnosi, perchè gli schistociti si evidenziano solo nel sangue. Nelle urine si evidenziano globuli rossi, che se irregolari, vengono definiti in anisopoichilocitosi. Se vuoi ulteriori chiarimenti, controlla la posta. Auguri, daddydoctorgym

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