sabato , 4 Luglio 2020
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reticolociti e piastrine reticolate: l’esperienza della Dr.ssa Maria Golato

reticolocito

I RETICOLOCITI:

Il reticolocito è uno stadio evolutivo di una cellula che inizia con un precursore eritroide e termina la vita come globulo rosso. E’ un giovane eritrocito caratterizzato dalla presenza di una sostanza granulo-filamentosa corrispondente a residui di acido ribonucleico (RNA) eliminati in un periodo di 4 giorni, riferibili alla restante attività di sintesi proteica di emoglobina. Ha dimensioni più grandi del globulo rosso di circa il 20%. Il conteggio dei reticolociti, la cui sopravvivenza media nel circolo ematico è di 1 – 2 gg., è importante per la diretta correlazione con l’attività eritropoietica midollare indicandone la funzionalità e l’entità.
I Reticolociti sono fondamentali per la diagnosi differenziale delle anemie ed è quindi indispensabile disporre di strumentazioni in grado di fornire dati accurati, precisi, per un ampio intervallo di concentrazioni ma soprattutto per quelle basse, che potrebbero essere correlate a compromissione della funzionalità midollare da patologie severe, ematologiche e non, in cui è proprio il numero dei reticolociti che ha la potenzialità di  indicare una ripresa midollare.
Informazioni clinicamente utili sono derivate da nuovi parametri reticolocitari quali il contenuto, la concentrazione emoglobinica ed il volume reticolocitario. Tali indici possono essere utilizzati nella valutazione precoce degli stati di carenza funzionale di ferro, nel monitoraggio terapeutico dei pazienti in terapia marziale o con vitamina B12, in dialisi, nell’anti-doping e per verificare l’efficacia del trattamento.
Tali parametri, in quanto strumento-specifici e non comparabili, non devono essere refertati ma possono essere interpretati per un suggerimento diagnostico nell’ambito della collaborazione della Patologia Clinica con le Unità Operative e gli Ambulatori.

daddy 1967: rischio radiazioni

> dei reticolociti: dopo emorragie: orientativamente la conta reticolocitaria aumenta dopo 1 – 2 gg., picco al 4° – 7° giorno; un > persistente suggerisce un’emorragia occulta o non risolta; dopo terapia marziale per anemia ferro-carenziale e dopo terapia specifica per anemie megaloblastiche (deficit di Vit. B12 o anemia perniciosa o malattia di Addison – Biermer, deficit di acido folico/folati, farmaci citotossici anti-virali e chemioterapici anti-blastici), anemia a cellule falciformi, sferocitosi ereditaria, talassemia major, terapie o doping con eritropoietina (EPO).
> raramente: eritremia acuta o malattia di Di Guglielmo, carcinomi metastatici al midollo osseo, ovalocitosi (ellittocitosi ereditaria), anemie emolitiche acquisite ed ereditarie non-sferocitiche, mielofibrosi idiopatica, mixoma dell’atrio sin. del cuore;

< dei reticolociti: anemia ferro-carenziale, varie situazioni di eritropoiesi inefficace, aplasia midollare e crisi arigenerative, severi tipi di malattia emolitica autoimmune, leucemia mieloide cronica, anemia perniciosa.

Nuovi Parametri Reticolocitari

Frazioni Reticolocitarie: frazione immatura dei Reticolociti (IRF).
Corrisponde ai reticolociti ad elevato contenuto in RNA (in base al contenuto di RNA i reticolociti sono suddivisi in 10 classi). Variabile da 0.0 a 1.0. Esprime l’attività eritropoietica midollare “precoce”.
Significato e limiti normali: LFR (Low Fluorescence Ratio) rappresenta la frazione di Reticolociti maturi. Valori normali: 78% – 92%;
MFR (Medium Fluorescence Ratio) rappresenta la frazione di Reticolociti con caratteristiche maturative intermedie; valori normali: 6% – 18%;
HFR (High Fluorescence Ratio) rappresenta la frazione di reticolociti immaturi; valori normali: 0% – 4%;
IRF (Immature Reticulocite Fraction): rappresentata da MFR+HFR con valori normali 6% – 22%.
La sua utilità clinica:
risposta a trattamenti con rh-EPO in dializzati, AIDS, neonati, mielodisplasie, trapianti midollari, monitoraggio necessità trasfusionali nelle anemie neonatali, efficacia risposta a terapia B12, folati, ferro, crisi aplastiche in anemie emolitiche, monitoraggio trapianti renali (produzione EPO).

Ret-He: è il contenuto emoglobinico dei Reticolociti con valori normali: 28.00-35.22 pg. In particolare:
valuta in tempo reale, in 1-2 gg., la qualità dell’eritropoiesi midollare, a differenza del contenuto emoglobinico dei globuli rossi (MCH) che evidenzia quella dell’eritropoiesi midollare a lungo termine in 2-4 settimane. Il diverso significato è da rapportarsi alla sopravvivenza media in circolo delle popolazioni cellulari in rapporto alle fasi della loro vita.
RET-He: utilità clinica:
valutazione precoce degli stati di carenza funzionale di Ferro, monitoraggio terapeutico dei pazienti in trattamento con Ferro, monitoraggio terapeutico dei pazienti in dialisi, ausilio nella diagnosi eziopatogenetica di anemia, possibile monitoraggio del trattamento di EPO, maggior appropriatezza diagnostica e terapeutica.
Il contenuto emoglobinico dei Reticolociti (Ret-He) insieme alle Frazioni Immature Reticolocitarie, (IRF) consentono la valutazione della attività eritropoietica midollare tramite:
eritropoiesi quantitativa, attraverso la determinazione assoluta o in percentuale dei reticolociti (RET%, RET#, IRF),
eritropoiesi qualitativa, attraverso la determinazione delle frazioni immature dei reticolociti (IRF),
eritropoiesi funzionale, attraverso la determinazione del contenuto emoglobinico reticolocitario (RET-He).

Concludendo: lo studio degli indici reticolocitari permette il riconoscimento precoce di una diseritropoiesi da carenza di ferro e consente nel contempo di valutare la necessità di una integrazione con trattamento marziale evidenziando tempestivamente l’effetto sull’eritrone con disponibilità di informazioni immediate sull’attività eritropoietica midollare in corso o dopo trattamenti che influenzano la produzione eritrocitaria.

daddy 1967: uomo battaglia di Anghiari, Leonardo 1503
grandi piastrine ipf

Le PIASTRINE RETICOLATE.

Le piastrine giovani, entro le prime 24 ore della loro vita, appena rilasciate dal sangue midollare, contengono quantità significative di RNA, identificabili sullo striscio di sangue periferico tramite la colorazione con il nuovo blu di metilene.
Per analogia con i reticolociti vengono chiamate piastrine reticolate.
Il conteggio, inizialmente di esclusiva pertinenza della tecnica citofluorimetrica, creava delle difficoltà di standardizzazione, risolta con l’ automazione sugli ultimi emocitometri (XE 2100-ditta SYSMEX).
Le piastrine immature sono differenziate rispetto alle mature sia per la posizione nello scattergramm dovuta al maggiore volume, che per una fluorescenza più elevata proporzionale all’aumentato contenuto in RNA. La lettura avviene sul canale dei reticolociti tramite l’utilizzo di coloranti fluorescenti polimetinici in grado di legare gli acidi nucleici. Il software presente permette, attraverso specifici algoritmi ed usando dei gating, la quantificazioni delle piastrine immature espresse in percentuale rispetto al conteggio totale delle piastrine (IPF%).
Le piastrine reticolate forniscono indicazioni immediate dell’attività megacariocitopoietica midollare, differenziando le piastrinopenie da distruzione periferica da quelle da insufficienza midollare, mostrando un utilizzo clinico in condizioni di aumentato turnover piastrinico (porpora trombotica trombocitopenica, porpora trombocitopenica autoimmune, ipertensione associata a gravidanza).
Sono utili inoltre per monitorare la ripresa della piastrinopoiesi nei trapianti midollari o nel decorso terapeutico della porpora trombotica trombocitopenica e rappresentano degli indici discriminanti nelle trombocitopenie in cui coesistono più meccanismi patogenetici (epatopatie) evitando al Paziente approfondimenti diagnostici invasivi.
L’attività midollare può essere valutata senza il ricorso, sempre meno indicato dalle linee guida, all’agoaspirato. Attraverso il monitoraggio dei valori di tale parametro si hanno indicazioni sull’effettiva necessità di trasfusioni piastriniche, sull’andamento della megacariocitopoiesi e sull’efficacia della terapia in corso di piastrinopenie.

Lanciano - Largo S. Chiara, a cura Farmacia Colalé Rotellini

 

Dr.ssa Maria Golato
Direttore di U.O.C.
Patologia Clinica
Ospedale “Renzetti” Lanciano – Ch

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3 commenti

  1. Carissima, daddy sta invecchiando e presto mi firmerò grand-daddy(!) perchè mi devo scusare
    per il doveroso commento alla tua preziosa collaborazione che giunge così in ritardo.
    L’applicazione pressocchè quotidiana di quanto ci suggerisci interessa quasi tutti gli Addetti alla Medicina: pediatra, ematologo, internista, gastroenterologo, chirurgo, medico di medicina generale, oncologo, nefrologo, immunologo ed altri ancora.
    Sono “dritte” preziose che sanno governare diagnosi e terapia ora in casi evidenti, ora in altre evenienze rare e subdole.
    E quindi grazie, ma non solo per questo, ma per TUTTA la tua preziosa opera di aggiornamento, studio, direzione e collaborazione. Grand-daddy.

  2. Grazie per la “lezione”.
    Saluti cordiali.
    Amato Cacciapuoti

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