martedì , 7 Aprile 2020
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eritroblasti e cellule mieloidi immature: la Dr.ssa Maria Golato ci informa

Gli ERITROBLASTI

 

L’importanza clinica del riconoscimento degli eritroblasti (NRBC) nel sangue periferico per la diagnosi e la prognosi di numerose malattie è acclarato ma il loro conteggio ha dei limiti: l’osservazione microscopica risente principalmente di inaccuratezza e di risorse umane dedicate, la ricerca in automazione è gravata soprattutto da imprecisione analitica e da interferenze cellulari.

l’urlo (Skrik) di Edvard Munch (1893)

Gli “allarmi” eritroblasti, presenti su tutti gli emocitometri, mostrano in generale maggiore sensibilità che specificità. Oggi i moderni contaglobuli hanno migliorato l’accuratezza e la precisione del conteggio degli NRBC, attraverso canali di lettura, coloranti cellulari, software ed algoritmi dedicati.
Tutte le ditte inoltre forniscono la percentuale di eritroblasti rapportata ai globuli bianchi. In particolare i valori assoluti di tali cellule sono così determinati:
su canali dedicati (Horiba ABX-Pentra 120 DX, SYSMEX XE 2100),
per determinazione diretta del cluster di interesse sul canale dei bianchi (Abbott Cell Dyn Sapphire),
attraverso un’analisi del cluster individuato nella regione “unstained” del canale Perox, confrontato con le determinazioni rilevate nel canale Baso (Siemens Advia 2120),
per rilevazione diretta del cluster rispetto alle 5 popolazioni leucocitarie, anche in questo caso con un confronto tra canale formula e canale WBC e (Beckman Coulter LH 750.
Gli NRBC sono pertanto disponibili in tempi rapidi, con il vantaggio di essere evidenziati anche a fronte di operatori poco esperti.
L’identificazione e la quantificazione precoce degli eritroblasti nel sangue periferico, midollare, cordonale e nei trapianti di midollo osseo è fondamentale in molte importanti malattie sia nel periodo neonatale che nell’infanzia, nell’adulto e durante la gravidanza con la possibilità di attuare ed ottimizzare terapie più appropriate grazie a diagnosi anticipate, migliorando così la prognosi, con impatto favorevole sia per i pazienti che per i clinici. Nei neonati un incremento del numero degli eritroblasti può essere associato ad ipossia, prematurità, isoimmunizzazione, cardiopatie congenite, travaglio prolungato, danno neurologico neonatale, sindrome da meconio.
Nel periodo post neonatale, la quantificazione degli eritroblasti è di utilità clinica sia nel monitoraggio di malattie in cui è presente uno stress emopoietico (anemie emolitiche, porpora trombotico-trombocitopenica, talassemia o anemia falciforme, recupero post-aplasia),

trombosi arteriosa massiva con leucociti, piastrine, rari eritrociti (foto Sinax-Fidia)

che nei disordini emopoietici gravi, quali le anemie da mieloftisi, l’anemia perniciosa, la fibrosi midollare. Un aumento del numero degli eritroblasti si può riscontrare anche in corso di patologie con ipossia (malattie polmonari e cardiache) ed in seguito a terapie con fattori di crescita e corticosteroidi.

cellule immature serie mieloide (Dr.ssa Golato)

Le CELLULE MIELOIDI IMMATURE:

Promielociti, mielociti e metamielociti. Sono fisiologicamente presenti solo nel sangue midollare, nel sangue periferico invece possono rappresentare un indice di aumentata attività della granulocitopoiesi midollare in risposta ad infezioni, malattie infiammatorie acute, patologie del midollo emopoietico.
Le cellule mieloidi immature, oltre ad essere presenti come risposta dell’organismo ai suddetti stimoli, sono evidenziabili anche dopo trattamenti con fattori di crescita, citochine, stimoli ormonali, rigetto post-trapianto ed in Pazienti oncologici o con gravi danni tissutali quali le ustioni. In gravidanza e nel neonato sono fisiologicamente presenti.
In tutti gli emocitometri le cellule immature della serie mieloide ed i blasti sono evidenziati attraverso allarmi generici che non hanno corrispettivi citologici, come ad es. negli strumentazioni Siemens con le LUC, in quelle Horiba ABX con gli allarmi LIC; mentre altri contaglobuli hanno sviluppato la lettura dei granulociti immaturi in canali dedicati differenziando i cluster in base alle caratteristiche specifiche del nucleo e del citoplasma con differente risposta alla fluorescenza (Sysmex, Abbott). In ogni caso di segnalazione strumentale è necessaria una verifica microscopica.
L’utilizzo clinico, quindi, della segnalazione è fondamentale nella diagnostica e nel follow up di infezioni perinatali e neonatali, infezioni post-chirurgiche, sepsi e shock settico e nella valutazione e stratificazione del rischio da infezione acuta.

Lanciano – Centro storico, a cura Farmacia Colalé Rotellini

Dr.ssa Maria Golato
Direttore di U.O.C.
Patologia Clinica
Ospedale “Renzetti” Lanciano – Ch

 

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Un commento

  1. Chiedo perdono innanzitutto per il grave ritardo con il quale vengo a te dopo la pubblicazione del tuo contributo.
    Cara Maria, questo articolo è estremamente chiaro, didattico perfino, eppure ricco di studi e ricerche specifiche che fanno parte della tua esperienza attraverso percorsi di altissimo livello. Mi hai offerto la tua disponibilità per il blog in modo cortese, quasi affettuoso, così come sei abituata a trattarci in Ospedale quando cerchi “di farci capire” tante cose, suggerendo riflessioni e comportamenti appropriati.
    Grazie di cuore;complimenti per il tuo percorso professionale e delle tue qualità umane, cose preziose non solo per i tuoi Collaboratori, ma anche per i Colleghi dei Reparti e per tutte quelle Persone che dal letto di corsia o da quello di casa aspettano condivisione, considerazione e “la cura”, daddy.

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