giovedì , 27 Giugno 2019
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mercurio

trabocco S. Vito Chietino, mareggiata, di Tommaso Olivieri

Mercurio: metallo liquido come il bromo, inquinante che raggiunge il mare diventando metilmercurio ad opera di microrganismi acquatici,  dalle discariche, dagli inceneritori e dalle centrali elettriche a carbone con contaminazione della fauna ittica, pesci di grossa taglia “anziani” come gli amatissimi pescespada e tonno, purtroppo, nonché il luccio e crostacei (cadmio captanti) soprattutto, e quindi dell’uomo.

Accumulandosi e non smaltendosi nell’organismo (idrargirismo o mercurialismo), il suo bio-accumulo può danneggiare le funzioni cerebrali ed immunitarie, il muscolo

Testut e Jacob, 1906 – il cuore

cardiaco (> del rischio di infarto e forse > dell’aggregazione piastrinica), (fonte: New Engl.J. of Med.) ed i reni, il DNA dei cromosomi e quindi potenzialmente la riproduzione umana (fonte: C.N.R., I.N.R.A.N., F.D.A.-USA, E.P.A.- Environmental Protection Agency). Altri metalli inquinanti mare e pesce sono: cromo, piombo, cadmio e zinco.
La sua presenza in eccesso nel cervello fetale, proveniente dal latte materno, altera la riproduzione dei neuroni e la loro organizzazione “a rete”.
In un lontano e famoso lavoro danese del ’97 si è visto che nei bambini un eccesso di Hg nel cervello in età scolare può portare a difficoltà espressive verbali o addirittura a ritardo mentale.
Ed ancora, la malattia di Minamata Bay del 1956 in Giappone per inquinamento di pesci e crostacei da metilmercurio riversato in mare da una cartiera con 1.700 morti nell’arco di molti anni, così come in Iran per granoturco inquinato da Hg nel dopoguerra morirono oltre 6.000 persone.

Sul quotidiano IlSole24Ore del 20 giugno 2010, n°168, pag. 11, ho letto che circa un quarto delle morti nel Bangladesh (21%) sarebbe causato dall’arsenico contaminante l’acqua dei pozzi, e ciò da uno studio pubblicato su Lancet, da parte dell’Università di Chicago, Illinois, 2010; un problema che riguarda una settantina di Paesi, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che ha definito il fenomeno “il più grave caso di avvelenamento di massa della storia”.
Per esposizione croniche è cancerogeno per la cute e forse anche per altro, ma lo devo studiare.

Ho letto nel gennaio ’12 la vita dello scienziato inglese Isacco Newton (1642 – 1727) che amava dedicarsi a tempo pieno e per lunghi periodi all’alchimia. Sembra, da uno studio tossicologico di oltre 20 anni fa dei suoi capelli, che le problematiche psichiatriche dei 50 anni del genio della gravità, tipo apatia, iporessia, turbe del sonno e dell’umore in senso depressivo, isolamento sociale e deliri di riferimento e persecuzione fossero ascrivibili ad un’intossicazione cronica da mercurio, inalato con i fumi ed ingerito “per assaggio”, risolti con l’allontanamento degli esperimenti, dedicandosi ad altri studi.

Da qualche parte nel sito ho scritto, ah, sì, nel pesce azzurro, che è meglio mangiare 10 pesci adulti di piccola taglia, da 1 etto, che uno anziano da 1 Kg.! Non l’ho scoperto io, ovviamente, ma dopo questi dati tecnici, è comunque opportuno ricordarlo.

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