lunedì , 11 dicembre 2017
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Nicola Fiorentino: il mio disincantato “andare oltre”

Caro Stefano, il tema è suggestivo. L’andare oltre!

Nicola Fiorentino
Nicola Fiorentino

Però, con i tempi grami che corrono, verrebbe da dire:

“Via…oltre le Alpi e non tornare mai più in questo sciagurato paese!”.
Ma lasciamo perdere… non voglio gufare e, tanto meno, passare per sfascista. Però… però qualcuno, infinitamente più credibile di me, esattamente 670 anni fa scriveva:

Petrarca: "... questo parlar sia indarno..." (canzone, 1344-45)
Petrarca: “… ben che ‘l parlar sia indarno…” (canzone, 1344-45)

“Italia mia, ben che ’l parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo si spesse veggio…”

Ci pensi? Piaghe mortali per oltre mezzo millennio! Su cui è inutile parlare, perché tanto…
Se l’umanità, come affermava Kant, è un legno storto, l’italianità è una sterpaglia inestricabile ed imporrita.

Nel redigere questa noticina, in un primo tempo avevo pensato di enumerare i mali nostrani e annaffiarli con delle spruzzatine di sarcasmo. Ma poi mi sono accorto che l’elenco veniva tanto lungo da non potersi concludere e quanto allo sfottò mi sembrava di compiere un’azione maramaldesca. Insomma, non nascondiamoci dietro un dito: le magagne della matrona turrita le conosciamo tutti.

Che dire? Limitiamoci a pochi dati. In centocinquant’anni di unità non siamo riusciti a diventare né una nazione, né

Italia nel 1860 (fonte)
l’Italia nel 1860 (fonte)

uno stato; a sconfiggere le mafie che, invece, prosperano sempre più riverite e benedette; a debellare una mostruosa evasione fiscale.
Da quanto tempo qui tutto è immobile?
Mai uno straccio di riforma, se non in peggio. Qui non funziona niente, o quasi. Spinte separatiste. Dissesto del territorio, dissesto morale. Proibito dire o proporre qualcosa di buono: fai del buonismo, del moralismo!
Qui da noi c’è stato chi voleva che si sparasse su quei poveri diavoli che su dei barconi sgangherati attraversano il Mediterraneo per sfuggire alla guerra o alla fame.
Qui si dà del forcaiolo a chi si permette di auspicare la certezza del diritto e della pena e, certo, ammette tutte le garanzie immaginabili e possibili nei processi ma rigetta il garantismo, perché è un modo di ciurlare nel manico in vista dell’impunità. E vuole giustizia, mentre odia il giustizialismo.

mondo alla rovescia (fonte)
mondo alla rovescia (fonte)

Insomma, un mondo alla rovescia… È un ladro, un evasore fiscale? Beato lui! Quello è fregno, ci sa fare!
E intanto pagano sempre gli stessi, gli onesti, i più deboli.

Ma tutto questo è niente di fronte al fatto che gl’Italiani non si accorgano di quanto siano caduti in basso e non appare alcun segno di ravvedimento. Temo tanto che continueranno su questa china, andranno oltre!
La colpa è sempre degli altri e mai che si faccia un serio esame di coscienza.
Certo che in Italia ci sono ampie zone di onestà ma, come si dice?, per il peccatore patisce l’innocente. Che, però, ha il torto di non saper mozzare le ali ai furbi e ai violenti. Popolo senza spina dorsale: gregge che plaude e si affida ai Masaniello di turno, ai Cola di Rienzo, ai Mussolini, ai Craxi, ai Berlusconi e così via aggiungendo.

Sapremo arretrare dal ciglio del precipizio? Dio lo voglia, ma temo che anche adesso, come 670 anni fa,
questo parlar sia indarno”.

Cordialmente.
Nicola Fiorentino

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