domenica , 22 ottobre 2017
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Breve storia dell’A.S.Do.S., Lanciano, di Giuseppe Levante

Breve storia dell’A.S.Do.S., testimonianza di Giuseppe Levante.

 

Ungheria 1956
Ungheria 1956

Il 23 ottobre del 1956, in Ungheria, alcune migliaia di giovani studenti organizzarono una manifestazione pacifica per

Màtyàs Ràkosi
Màtyàs Ràkosi

protestare contro la dittatura di Mátyás Rákosi.
A quelle migliaia di studenti si aggiunsero, ben presto, molte migliaia di ungheresi e la manifestazione si trasformò in una rivolta contro la presenza sovietica in quel Paese.
Dopo alcuni giorni la rivolta investì l’intera Nazione con ormai milioni di persone che partecipavano agli scontri con la polizia che agiva con l’ordine di usare le armi, e con l’esercito che impiegava anche i carri armati.
Rákosi fu costretto a fuggire in Unione Sovietica.
L’insurrezione durò poco meno di un mese e la repressione costò la vita a circa 2600 ungheresi nonché il ferimento di oltre 250.000 persone, in massima parte giovani studenti.

L’eco di quella rivolta raggiunse, in tempo reale, ogni parte del mondo dove i giovani si organizzarono in manifestazioni di sostegno verso i loro coetanei ungheresi.
Le notizie di quei morti e dei numerosissimi feriti che giungevano da “oltre cortina”, non lasciarono insensibile la popolazione studentesca ed universitaria abruzzese che promosse una grande campagna per la raccolta di sangue da inviare a Budapest.
Gli studenti frentani risposero con entusiasmo e grande generosità all’invito a donare il sangue e accorsero numerosissimi presso il locale Ospedale per sottoporsi al prelievo.
Si è quasi certi, oggi, che quel sangue non giunse mai in Ungheria e si dice che si sia fermato a Roma per insormontabili problemi burocratici e diplomatici!
Quegli anni, infatti, erano caratterizzati dalla divisione del mondo in due blocchi ed i confini tra gli Stati non potevano di conseguenza essere facilmente varcati specialmente nel momento in cui, in un Paese satellite, vi era una rivolta in atto contro il regime sovietico.
Il fatto, tuttavia, di aver sperimentato la generosità degli studenti e la semplicità con la quale essi si sottoposero al prelievo del sangue colpì profondamente la sensibilità e la capacità organizzativa di un sacerdote di Chieti, Don Renato Aurini, che era conosciutissimo tra i giovani e da questi molto apprezzato. Egli capì che quella esperienza non doveva andare perduta e invitò gli studenti teatini a costituire una associazione destinata alla donazione del sangue.

Nei primi mesi del 1957 nacque, a Chieti, l’A.S.Do.S. (Associazione Studentesca Donatori di Sangue) che si caratterizzò per essere l’unica associazione studentesca, in Italia, finalizzata a quello scopo.
Va detto, quindi, che la primogenitura spetta a Chieti, ma quasi contemporaneamente la stessa Associazione fu costituita anche a Lanciano per merito del Circolo Universitario di via Isonzo che in questa città era molto attivo e si distingueva per la molteplicità di iniziative che riusciva a concretizzare.

Dopo pochi mesi dalla sua costituzione, però, l’A.S.Do.S. di Chieti cessò la sua attività, mentre quella di Lanciano andava raccogliendo sempre maggiori iscritti fino a costituire un elenco di oltre 400 tra giovani donatori e donatrici di sangue.
I ragazzi venivano sottoposti a prelievi semestrali e l’A.S.Do.S si dimostrò capace di soddisfare, con immediatezza, tutte le richieste che le provenivano dall’Ospedale.
Era in grado infatti di assicurare flaconi di ogni gruppo sanguigno: A, B, AB e O (Zero) sia con fattore Rh positivo che negativo.
Capitava spesso che essa fosse chiamata a fornire sangue anche ad altri Ospedali della Regione ed in occasione di urgenze determinate da gravi incidenti stradali.
Una volta, riuscì a rispondere anche ad un appello lanciato da un Ospedale di Firenze.
Sta di fatto che, dopo appena due anni dalla sua costituzione, l’A.S.Do.S. permise all’Ospedale di Lanciano, dove operava il Prof. Carlo Spangaro, di cominciare ad effettuare operazioni chirurgiche molto delicate e complesse che richiedevano allora per la loro esecuzione, di avere un grosso quantitativo di sangue a disposizione.

L’A.S.Do.S., si impegnò moltissimo per diffondere la cultura della donazione del sangue e, potendo contare solo su un contributo annuale di poco superiore alle 200.000 lire che le veniva corrisposto in parte dal Comune ed in parte dall’Ospedale, organizzava ogni anno la “Giornata del Donatore” alla quale partecipavano ragazzi di tutte le scuole di Lanciano e numerosissime Autorità civili, militari e religiose: oltre al Sindaco e ad una folta rappresentanza di consiglieri comunali delle diverse parti politiche vi era la presenza costante dell’Arcivescovo, del Medico Provinciale, del Provveditore agli Studi, del Presidente della Provincia, dei Rappresentanti della Prefettura, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, di Presidi, Insegnanti e responsabili di altre associazioni di Lanciano.
Riuscì anche a pubblicare un periodico mensile, “Asterischi”, con articoli di varia natura e con firme di autorevoli uomini di cultura.
Verso la fine di maggio del 1962, inopinatamente, il Sindaco di Lanciano comunicò ai Dirigenti dell’Associazione di aver ricevuto dal Ministero degli Interni un plico contenente il decreto di conferimento, all’A.S.Do.S., della Medaglia di Bronzo al Merito Civile da parte del Presidente della Repubblica Gronchi e del Ministro degli Interni Taviani.

Si può affermare con certezza, senza peraltro voler muovere rimproveri ad alcuno, ma solo a maggior vanto e gloria di quella Associazione, che la segnalazione al Ministero degli Interni dell’attività dell’A.S.Do.S. non avvenne ad opera di qualche Autorità politica locale che, altrimenti, avrebbe avuto modo di rivendicarne il merito.
Evidentemente, l’importanza ed il valore dell’attività svolta dall’A.S.Do.S., aveva varcato i confini della nostra città ed era giunta nei palazzi in cui si decidevano quelle onorificenze, certamente attraverso le notizie di cronaca locale, ma soprattutto, per mezzo di segnalazioni di semplici cittadini che probabilmente dovevano la loro vita a quella attività.

Dr. Giuseppe Levante
Dr. Giuseppe Levante

Così, il 3 giugno del 1962, con una cerimonia molto semplice e commovente alla quale parteciparono tutte le Autorità cittadine, il Sindaco di Lanciano Prof. Francescopaolo Giancristofaro appuntò al labaro dell’Associazione la Medaglia di Bronzo al Merito Civile ed il Presidente ASDoS, Giuseppe Levante, salutò le Autorità convenute.

L’A.S.Do.S. visse ancora alcuni anni fino a quando, nel dicembre del 1970, quasi tutti i suoi iscritti

Lanciano - Centro storico, a cura Farmacia Colalé Rotellini
Lanciano – Centro storico, a cura Farmacia Colalé Rotellini

confluirono in una nuova Associazione, l’A.DO.S. che venne costituita in concomitanza con la creazione di un Centro Trasfusionale presso l’Ospedale Civile di Lanciano,

“con lo scopo di aprirsi non più solo ai giovani, che ne sono stati gli artefici e promotori, ma a tutta la collettività lancianese e del comprensorio frentano”, da una relazione del 2009 del Dr. Carmine Marino, Presidente

Dr. Carmine Marino
Dr. Carmine Marino con Stefano Graziani

A.Do.S.

Il 3 giugno 2013, alle ore 10.30, nel corridoio di rappresentanza del Comune di Lanciano, il Sindaco Dott. Mario Pupillo, con alcuni componenti della Giunta e della Forze Politiche presenti in Consiglio, ha scoperto una cornice contenente il labaro dell’A.S.Do.S. con la seguente motivazione:

“Il Comune di Lanciano, nel 51° anniversario della consegna della Medaglia di Bronzo al Merito Civile all’Associazione Studentesca Donatori di Sangue, conserva immutata la profonda gratitudine nei confronti dei giovani studenti frentani che, perpetuando le antiche e nobili tradizioni di questa Città, seppero distinguersi per “senso di umana solidarietà e di cristiana fratellanza”.

 

 

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3 commenti

  1. Grazie Giuseppe per questo splendido articolo, testimonianza della generosità dei giovani d’Abruzzo, Chieti e Lanciano in particolare. Una puntualizzazione doverosa che riempie di gioia ma anche di nostalgia per i profondi sentimenti di generosità sociale e morale di una gioventù di oltre mezzo secolo fa. Un caro abbraccio da un lancianese d’adozione, fiero di questa e di tante altre realtà storiche di grande valenza, stefano.

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