giovedì , 15 Aprile 2021
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Paolo Castelfranato: grande Amico, testimone ADOS, AIDO e… non solo

Dottor Graziani, complimenti per il sito, è la prima volta che entro… tramite una pagina trovata su FB.

Non so se si ricorda di me. Lavoro in Croce Gialla ed ho avuto a che fare per vari problemi di salute con il suo reparto.

Comunque sia, chiacchiere di presentazione a parte, sono lieto di sapere che ci sono medici che praticano attivismo riguardo la donazione del sangue e degli organi.

Le parlo in prima persona, da trapiantato di rene da quasi cinque anni, e tutti, dico tutti, dal bambino all’anziano, dall’analfabeta al plurilaureato dovrebbero realizzare che questa vita: è un’enorme sorpresa!

A 18 anni sono diventato donatore di sangue e di organi…ho fatto un po di anni di donazioni, anche di piastrine, fino a quando la vita non ti chiede qualcosa…un pegno..una prova…

Quella sera che mi iscrissi all’Aido di Lanciano ed entrai in quella porta a ritirare la tessera, mai e poi mai avrei immaginato che a 26 anni avrei avuto io, bisogno di un trapianto.

Siamo troppo abituati a pensare che gli altri hanno bisogno…fino a quando qualcosa di brutto sconquassa la nostra esistenza…e ci butta nella mischia di ” chi aveva bisogno”…

A quel punto la vita pareggia i conti con la superbia e l’egoismo che cova nel cuore dell’uomo…

Ho imparato tanto dalla mia esperienza, ho imparato che non per forza la gioventu’ la dovevo vivere a vent’anni… Oggi a 34 anni sono sposato e vivo alla grande, meglio di prima.

Ho imparato, Dott. Graziani, l’amore disinteressato e gratuito dei genitori di Luigi Reale…il ragazzino di 17 anni che mi ha donato il rene, ho imparato le parole che sua madre mi sussurra guardandomi…

Ora, sono tornato operativo al 100% nel lavoro; certo, devo stare attento ad alcune cose, ma la mia vita è assolutamente normale.

Non condivido le persone che tengono per sé le malattie, o i trapiantati che non parlano della loro condizione.

Io parlo e racconto la mia esperienza…sia ai ragazzi che incontro per il mio cammino…che si trovano ancora nel circolo tragico della dialisi…

Sono certo che devo dare “testimonianza” della mia rinascita!!..non serve a nulla tenere per me quest’esperienza.

Devo essere esempio per chi sta male, per chi ha timore “se donare o meno”, devo essere un tramite, una prova. Le persone che spesso stanno con me, e sanno, per un istante rimangono male, non pensano che io sia un trapiantato.

Questa è una grande soddisfazione…l’essere preso per “bugiardo”…”..ma zitt tu sei trapiantato???”

Essere scambiato per una persona normalissima è un complimento, un traguardo raggiunto; la gente che aspetta un trapianto se mi vede lavorare, fare arrampicata in montagna, camminare per venti km con il mio cane, acquistano fiducia in loro stessi e nei medici che li seguono.

Demoralizzarsi troppe volte è sinonimo di morte, e Lei, con la Sua esperienza professionale lo sa bene.

Continui sempre così; se vuole nel mio piccolo trovera’ un appoggio come testimonianza o divulgazione del suo lavoro.

Le sono vicino… e la stimo tantissimo.

Con affetto

Paolo Castelfranato

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Un commento

  1. Carissimo Amico Paolo, preziosa testimonianza di volontà, determinazione e programmazione volta alle cose belle e giuste della vita, dopo esperienze pesanti e potenzialmente mortificanti. Certo che mi ricordo di te e della tua famiglia e di altre disavventure ben superate. Hai un cuore grande e ricco, una personalità generosa, forte e volitiva e con le tue parole esprimi messaggi di grande umanità e valori nobili. Un abbraccio affettuoso e continua positivo per il tuo cammino. Auguri per la tua nuova famiglia, per il lavoro e per la vita, daddy.

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