“Luce d’autunno“, acrilico su tela, cm 60×80,
opera di Susanna Graziani.
Alle 07.00 del mattino, da noi, 15-16°C, vento quindi freddo, nuvoloni e gran silenzio in città. Nel frattempo aspettiamo il ripristino dell’erogazione dell’acqua. Alle 07.25, per alcuni minuti, ritorna, e poi stop ancora…, bene alle h. 08.00.
Tarda mattina 18°C, come nel pomeriggio avanzato, ma le nuvole si diradano ed il vento perde forza.
Il caldo intenso che ci ha fatto soffrire fino al 18, è ora lontano.
Venerdì 23 settembre, equinozio d’autunno h. 11.04: la notte ha la stessa durata del giorno ed il sole in quell’istante, muovendosi sulla propria orbita eclittica, si trova precisamente sull’ideale equatore celeste con declinazione pari a zero, come nell’equinozio di primavera del 21 marzo.
Domenica 2 ottobre, giornata internazionale dell’Anziano, Festa dei Nonni.
Domenica 23 ottobre: Giornata delle Nazioni Unite.
Domenica 30 ottobre termina l’ora legale: le lancette dell’orologio tornano un’ora indietro, recuperando l’ora solare. Quando possibile, godiamoci luce e sole, se c’è, per aiutare le sfumature positive del nostro umore…
Domenica 13 novembre, giornata del Ringraziamento.
Martedì 13 dicembre, giornata nazionale del non vedente.
Ci si dovrà informare sul prossimo attacco influenzale, quello stagionale di tipo “suino” A, A come Arlecchino perché puzzle di più geni virali e di provenienza da più Paesi, H1/N1, protagonista “nemico” come per il 2009 – ’10; al riguardo leggi se vuoi l’articolo splendido del mio Amico Dr. Lucio Zinni, MMG. Le problematiche sono state meno pesanti per il 2010-’11. La sua penetranza ed attività biologica attuali sono da definire.
Il 26 settembre 60.ooo italiani, lo 0.1%, a letto con l’influenza: tendenza al peggioramento prevista.
Leggiamo i dettami del Ministero della Salute ed ascoltiamo i consigli del MMG, intanto vi ricordo solo alcuni punti opportuni.
L’anno scorso si è incentivata un’anticipazione della campagna vaccinale ai primi di ottobre ’10 per le categorie a rischio, secondo quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità. Vediamo ora.
Comunque, igiene personale, soprattutto delle proprie mani ed occhio ai contatti esterni, evitando baci, abbracci e strette di mano appunto, inappropriate.
Attenzione agli ambienti frequentati tipo negozi, scuole, palestre, chiese, studi, servizi pubblici di igiene e di trasporto e quant’altro, servendosi al bisogno di fazzoletti e guanti monouso, subito eliminati in modo corretto, disinfettanti cutanei e mascherina di carta in particolari occasioni;
riposo obbligatorio in caso di malessere verosimilmente influenzale, soprattutto nelle persone a rischio per problemi attuali o recenti. Il virus, anche se considerato superficialmente “banale” può fare danno in modo subdolo a vari organi ed apparati, ma, cito solo l’esempio della localizzazione al muscolo cardiaco che può provocare una infiammazione talora pericolosissima per il ritmo e per la funzione contrattile.
Prudenza nel caso dei sintomi classici di febbre o febbricola, tosse, mal di gola, raffreddore, astenia, cefalea, iporessia, mialgie, perché qualunque tipo di virus diminuisce la forza della nostra risposta immunitaria, e quelli a localizzazione respiratoria danneggiano le cellule che tappezzano questa via anatomica, sia quelle della linea linfatico-immunitaria che soprattutto quelle cigliate dei bronchi, che rimuovono verso l’esterno detriti, polveri ed agenti aggressivi
biologici comunque inalati. Evitare il fumo e gli ambienti fumosi, in quanto responsabili della < della produzione di linfociti killer ed helper. Attenzione al colesterolo che tende ad >.
La luce del giorno diminuisce, la melatonina è maggiormente prodotta e pertanto la sonnolenza, l’astenia e, il deficit alla concentrazione, la demotivazione sono in agguato; ci si muove di meno e si tende a mangiare di più, complici il freddo in arrivo, la cucina ricca autunnale, un po’ di pigrizia, un velo di depressione e di malumore con un certo calo del desiderio sessuale, e forse un po’ di nostalgia per l’atmosfera ricca di luminosità, incentivi, forze ed occasioni dell’estate.
Attenzione pertanto alla bilancia, al giro-vita e programmiamo la nostra attività motoria, da rubare fra le tante incombenze della giornata. Se poi siamo bravi, rinnoviamo la nostra tessera della palestra!
L’autunno è la stagione più a rischio per aumentare di peso. Quanto suddetto, può far parte della S.A.D., sindrome affettiva stagionale (Seasonal Affective Disorder) che vede tra i protagonisti la luce del sole, il triptofano, la serotonina ridotta con < della termogenesi e < sensazione di sazietà, la melatonina.
In compagnia con la natura (grazie ancora alla collaborazione delll’Amica Diana): la regola salutare è
sempre la varietà e la stagionalità. La vendemmia, la raccolta delle olive e quella delle radici della Glycyrrhiza glabra, per l’estrazione della liquirizia, soprattutto nel Centro-Sud ed in Abruzzo in particolare; le mele, la zucca, le
castagne (che sono frutti e non cereali, come diceva mia nonna!, ricche di Vit.C come gli agrumi), le nocciole in agosto e settembre, ad ottobre e novembre ed i cachi (o loti o kachi, da ottobre a gennaio) e ricchissimi di Vit. A e Vit. C con 66 Cal./100gr.), il cimarolo, l’ultimo fico, da mangiare con la buccia.
Ed è anche il tempo del vino novello a novembre (che non amo particolarmente), dello zafferano, dei funghi e dei tartufi. Dei cachi, amo soprattutto la varietà vanigliata, molto rara, ma so dove trovarla (!), delicatissima e ricca di anti-ossidanti; ed ancora kiwi, arance, mandarini e mandaranci (sinonimo credo di clementine) e continuano molte varietà di pere. Per le verdure e gli ortaggi compaiono i broccoli, ad ottobre i cavoli, le sempre fresche bietole e carote (meglio crude per l’indice glicemico) ed il sedano, crucifere (vedi sopra), insalate e radicchi, fagiolini, peperoni e melanzane, spinaci, zucche e zucchine (queste ultime solo a settembre, però, come i fagioli); fave fino ad ottobre, a novembre i cardi e le cime di rapa, deliziose e versatili, a dicembre.
Il pesce: alalunga e sardine, quindi branzino (spigola) e triglia, poi gallinella, lampuga, palombo e rombo ad ottobre.
La bellezza dei boschi e delle foglie fantasticamente color rosso-arancio, meglio verso il tramonto.
I colori pallidi, pastello, del mare e del cielo.
Il profumo dei campi dopo il gran caldo. La neve? Si vede lassù in montagna? ì, a metà novembre, sulla Maiella e poi appena una pennellata. Le temperature sono alte, niente neve, neanche “sparata”, si scioglie: grave problema per il turismo!
Tag: autunno daddydoctorgym, disordine affettivo stagionale, luce d'autunno, seasonal affective disorder, susanna graziani, wellness daddydoctorgym







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