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eritroblasti e cellule mieloidi immature: la Dr.ssa Maria Golato ci informa

mercoledì, 9 marzo 2011

Gli ERITROBLASTI

eritroblasti

L’importanza clinica del riconoscimento degli eritroblasti (NRBC) nel sangue periferico per la diagnosi e la prognosi di numerose malattie è acclarato ma il loro conteggio ha dei limiti: l’osservazione microscopica risente principalmente di inaccuratezza e di risorse umane dedicate, la ricerca in automazione è gravata soprattutto da imprecisione analitica e da interferenze cellulari.

l'urlo (Skrik) di Edvard Munch (1893)

Gli “allarmi” eritroblasti, presenti su tutti gli emocitometri, mostrano in generale maggiore sensibilità che specificità. Oggi i moderni contaglobuli hanno migliorato l’accuratezza e la precisione del conteggio degli NRBC, attraverso canali di lettura, coloranti cellulari, software ed algoritmi dedicati.
Tutte le ditte inoltre forniscono la percentuale di eritroblasti rapportata ai globuli bianchi. In particolare i valori assoluti di tali cellule sono così determinati:
su canali dedicati (Horiba ABX-Pentra 120 DX, SYSMEX XE 2100),
per determinazione diretta del cluster di interesse sul canale dei bianchi (Abbott Cell Dyn Sapphire),
attraverso un’analisi del cluster individuato nella regione “unstained” del canale Perox, confrontato con le determinazioni rilevate nel canale Baso (Siemens Advia 2120),
per rilevazione diretta del cluster rispetto alle 5 popolazioni leucocitarie, anche in questo caso con un confronto tra canale formula e canale WBC e (Beckman Coulter LH 750.
Gli NRBC sono pertanto disponibili in tempi rapidi, con il vantaggio di essere evidenziati anche a fronte di operatori poco esperti.
L’identificazione e la quantificazione precoce degli eritroblasti nel sangue periferico, midollare, cordonale e nei trapianti di midollo osseo è fondamentale in molte importanti malattie sia nel periodo neonatale che nell’infanzia, nell’adulto e durante la gravidanza con la possibilità di attuare ed ottimizzare terapie più appropriate grazie a diagnosi anticipate, migliorando così la prognosi, con impatto favorevole sia per i pazienti che per i clinici. Nei neonati un incremento del numero degli eritroblasti può essere associato ad ipossia, prematurità, isoimmunizzazione, cardiopatie congenite, travaglio prolungato, danno neurologico neonatale, sindrome da meconio.
Nel periodo post neonatale, la quantificazione degli eritroblasti è di utilità clinica sia nel monitoraggio di malattie in cui è presente uno stress emopoietico (anemie emolitiche, porpora trombotico-trombocitopenica, talassemia o anemia falciforme, recupero post-aplasia),

trombosi arteriosa massiva con leucociti, piastrine, rari eritrociti - foto Sinax-Fidia

che nei disordini emopoietici gravi, quali le anemie da mieloftisi, l’anemia perniciosa, la fibrosi midollare. Un aumento del numero degli eritroblasti si può riscontrare anche in corso di patologie con ipossia (malattie polmonari e cardiache) ed in seguito a terapie con fattori di crescita e corticosteroidi.

cellule immature serie mieloide

Le CELLULE MIELOIDI IMMATURE:

Promielociti, mielociti e metamielociti. Sono fisiologicamente presenti solo nel sangue midollare, nel sangue periferico invece possono rappresentare un indice di aumentata attività della granulocitopoiesi midollare in risposta ad infezioni, malattie infiammatorie acute, patologie del midollo emopoietico.
Le cellule mieloidi immature, oltre ad essere presenti come risposta dell’organismo ai suddetti stimoli, sono evidenziabili anche dopo trattamenti con fattori di crescita, citochine, stimoli ormonali, rigetto post-trapianto ed in Pazienti oncologici o con gravi danni tissutali quali le ustioni. In gravidanza e nel neonato sono fisiologicamente presenti.
In tutti gli emocitometri le cellule immature della serie mieloide ed i blasti sono evidenziati attraverso allarmi generici che non hanno corrispettivi citologici, come ad es. negli strumentazioni Siemens con le LUC, in quelle Horiba ABX con gli allarmi LIC; mentre altri contaglobuli hanno sviluppato la lettura dei granulociti immaturi in canali dedicati differenziando i cluster in base alle caratteristiche specifiche del nucleo e del citoplasma con differente risposta alla fluorescenza (Sysmex, Abbott). In ogni caso di segnalazione strumentale è necessaria una verifica microscopica.
L’utilizzo clinico, quindi, della segnalazione è fondamentale nella diagnostica e nel follow up di infezioni perinatali e neonatali, infezioni post-chirurgiche, sepsi e shock settico e nella valutazione e stratificazione del rischio da infezione acuta.

Lanciano - Centro storico, a cura Farmacia Colalé Rotellini

Dr.ssa Maria Golato
Direttore di U.O.C.
Patologia Clinica
Ospedale “Renzetti” Lanciano – Ch

 

schistociti: appunti preziosi della Dr.ssa Maria Golato

mercoledì, 9 marzo 2011

Lanciano

Gli schistociti, dal greco schisis, divisione, fenditura e per associazione, frammento (nota di daddy):

schistociti

sono frammenti appunto di globuli rossi a morfologia variabile che se presenti nel sangue periferico sono un importante marker diagnostico per diverse patologie quali i disordini cardiovascolari (angioplastica, alterazioni vascolari, endocardite, aneurisma e coartazione dell’aorta) e le microangiopatie (porpora trombotica trombocitopenica, sindrome emolitica uremica, carcinomatosi disseminata, post-chemioterapia, eclampsia gravidica e preeclampsia, coagulazione intravasale disseminata (CID), malattie infettive, malattie autoimmuni, emangioma, ipertensione maligna).
Tra le patologie su menzionate si devono differenziare le microangiopatie trombotiche che necessitano di diagnosi e trattamento in emergenza.

In letteratura sono numerosi gli studi che evidenziano l’importanza, in corso di malattie ematologiche, della quantizzazione e del monitoraggio degli schistociti. In particolare la microangiopatia associata a trapianto delle cellule staminali richiede, a fronte di un incremento di frammenti di globuli rossi, una sospensione o riduzione immediata delle terapia immunosoppressiva.

Il conteggio dei frammenti eritrocitari è clinicamente importante, infatti è stato inserito nei criteri diagnostici della Microangiopatia Trombotica insieme ad altri parametri di emolisi. Stabilita la necessità della quantizzazione degli schistociti è necessario rilevare le problematiche inerenti i loro conteggi.
Il conteggio al microscopio rappresenta il metodo di riferimento, il dato è ottenuto contando almeno 1.000 RBC su due o quattro strisci

daddy 1967: decoro marmo palazzo

diversi; da ciò si deduce che a fronte di un basso costo del materiale c’è un alto costo delle risorse umane impiegate nella lettura microscopica, un TAT (1) elevato e la presenza di alti CV% (2) nella lettura intra- ed inter-microscopisti.
L’evoluzione tecnologica ha sviluppato la possibilità di conteggio degli schistociti in automatico. La distinzione dei frammenti eritrocitari, dalle altre cellule è reso possibile mediante tecnologie combinate, che rilevano il contenuto in RNA, DNA e volume cellulare. Algoritmi strumentali consentono anche nei microcitemici di distinguere i frammenti dai globuli rossi. Il dato ottenuto, confermato con lo standard di riferimento, consente di avere informazioni immediate ed automatizzate attuando approfondimenti diagnostici solo a campioni segnalati come positivi.
Un ulteriore vantaggio è di poter rilevare la presenza di schistociti anche in pazienti non selezionati clinicamente con possibilità di diagnosticare patologie ad elevato rischio e di effettuare trattamenti terapeutici precoci.

Dr.ssa Maria Golato
Direttore di U.O.C.
Patologia Clinica
Ospedale “Renzetti” Lanciano – Ch

(1) TAT: Turn Around Time: tempo intercorso tra il check-in della provetta in Laboratorio ed il rilascio del risultato visualizzato in Reparto.
(2) CV%: Coefficiente di Variazione: indica la percentuale di variabilità, misurata con la deviazione standard, rispetto alla norma.

 

reticolociti e piastrine reticolate: l’esperienza della Dr.ssa Maria Golato

martedì, 8 marzo 2011

reticolocito

I RETICOLOCITI:

Il reticolocito è uno stadio evolutivo di una cellula che inizia con un precursore eritroide e termina la vita come globulo rosso. E’ un giovane eritrocito caratterizzato dalla presenza di una sostanza granulo-filamentosa corrispondente a residui di acido ribonucleico (RNA) eliminati in un periodo di 4 giorni, riferibili alla restante attività di sintesi proteica di emoglobina. Ha dimensioni più grandi del globulo rosso di circa il 20%. Il conteggio dei reticolociti, la cui sopravvivenza media nel circolo ematico è di 1 – 2 gg., è importante per la diretta correlazione con l’attività eritropoietica midollare indicandone la funzionalità e l’entità.
I Reticolociti sono fondamentali per la diagnosi differenziale delle anemie ed è quindi indispensabile disporre di strumentazioni in grado di fornire dati accurati, precisi, per un ampio intervallo di concentrazioni ma soprattutto per quelle basse, che potrebbero essere correlate a compromissione della funzionalità midollare da patologie severe, ematologiche e non, in cui è proprio il numero dei reticolociti che ha la potenzialità di  indicare una ripresa midollare.
Informazioni clinicamente utili sono derivate da nuovi parametri reticolocitari quali il contenuto, la concentrazione emoglobinica ed il volume reticolocitario. Tali indici possono essere utilizzati nella valutazione precoce degli stati di carenza funzionale di ferro, nel monitoraggio terapeutico dei pazienti in terapia marziale o con vitamina B12, in dialisi, nell’anti-doping e per verificare l’efficacia del trattamento.
Tali parametri, in quanto strumento-specifici e non comparabili, non devono essere refertati ma possono essere interpretati per un suggerimento diagnostico nell’ambito della collaborazione della Patologia Clinica con le Unità Operative e gli Ambulatori.

daddy 1967: rischio radiazioni

> dei reticolociti: dopo emorragie: orientativamente la conta reticolocitaria aumenta dopo 1 – 2 gg., picco al 4° – 7° giorno; un > persistente suggerisce un’emorragia occulta o non risolta; dopo terapia marziale per anemia ferro-carenziale e dopo terapia specifica per anemie megaloblastiche (deficit di Vit. B12 o anemia perniciosa o malattia di Addison – Biermer, deficit di acido folico/folati, farmaci citotossici anti-virali e chemioterapici anti-blastici), anemia a cellule falciformi, sferocitosi ereditaria, talassemia major, terapie o doping con eritropoietina (EPO).
> raramente: eritremia acuta o malattia di Di Guglielmo, carcinomi metastatici al midollo osseo, ovalocitosi (ellittocitosi ereditaria), anemie emolitiche acquisite ed ereditarie non-sferocitiche, mielofibrosi idiopatica, mixoma dell’atrio sin. del cuore;

< dei reticolociti: anemia ferro-carenziale, varie situazioni di eritropoiesi inefficace, aplasia midollare e crisi arigenerative, severi tipi di malattia emolitica autoimmune, leucemia mieloide cronica, anemia perniciosa.

Nuovi Parametri Reticolocitari

Frazioni Reticolocitarie: frazione immatura dei Reticolociti (IRF).
Corrisponde ai reticolociti ad elevato contenuto in RNA (in base al contenuto di RNA i reticolociti sono suddivisi in 10 classi). Variabile da 0.0 a 1.0. Esprime l’attività eritropoietica midollare “precoce”.
Significato e limiti normali: LFR (Low Fluorescence Ratio) rappresenta la frazione di Reticolociti maturi. Valori normali: 78% – 92%;
MFR (Medium Fluorescence Ratio) rappresenta la frazione di Reticolociti con caratteristiche maturative intermedie; valori normali: 6% – 18%;
HFR (High Fluorescence Ratio) rappresenta la frazione di reticolociti immaturi; valori normali: 0% – 4%;
IRF (Immature Reticulocite Fraction): rappresentata da MFR+HFR con valori normali 6% – 22%.
La sua utilità clinica:
risposta a trattamenti con rh-EPO in dializzati, AIDS, neonati, mielodisplasie, trapianti midollari, monitoraggio necessità trasfusionali nelle anemie neonatali, efficacia risposta a terapia B12, folati, ferro, crisi aplastiche in anemie emolitiche, monitoraggio trapianti renali (produzione EPO).

Ret-He: è il contenuto emoglobinico dei Reticolociti con valori normali: 28.00-35.22 pg. In particolare:
valuta in tempo reale, in 1-2 gg., la qualità dell’eritropoiesi midollare, a differenza del contenuto emoglobinico dei globuli rossi (MCH) che evidenzia quella dell’eritropoiesi midollare a lungo termine in 2-4 settimane. Il diverso significato è da rapportarsi alla sopravvivenza media in circolo delle popolazioni cellulari in rapporto alle fasi della loro vita.
RET-He: utilità clinica:
valutazione precoce degli stati di carenza funzionale di Ferro, monitoraggio terapeutico dei pazienti in trattamento con Ferro, monitoraggio terapeutico dei pazienti in dialisi, ausilio nella diagnosi eziopatogenetica di anemia, possibile monitoraggio del trattamento di EPO, maggior appropriatezza diagnostica e terapeutica.
Il contenuto emoglobinico dei Reticolociti (Ret-He) insieme alle Frazioni Immature Reticolocitarie, (IRF) consentono la valutazione della attività eritropoietica midollare tramite:
eritropoiesi quantitativa, attraverso la determinazione assoluta o in percentuale dei reticolociti (RET%, RET#, IRF),
eritropoiesi qualitativa, attraverso la determinazione delle frazioni immature dei reticolociti (IRF),
eritropoiesi funzionale, attraverso la determinazione del contenuto emoglobinico reticolocitario (RET-He).

Concludendo: lo studio degli indici reticolocitari permette il riconoscimento precoce di una diseritropoiesi da carenza di ferro e consente nel contempo di valutare la necessità di una integrazione con trattamento marziale evidenziando tempestivamente l’effetto sull’eritrone con disponibilità di informazioni immediate sull’attività eritropoietica midollare in corso o dopo trattamenti che influenzano la produzione eritrocitaria.

daddy 1967: uomo battaglia di Anghiari, Leonardo 1503

grandi piastrine ipf

Le PIASTRINE RETICOLATE.

Le piastrine giovani, entro le prime 24 ore della loro vita, appena rilasciate dal sangue midollare, contengono quantità significative di RNA, identificabili sullo striscio di sangue periferico tramite la colorazione con il nuovo blu di metilene.
Per analogia con i reticolociti vengono chiamate piastrine reticolate.
Il conteggio, inizialmente di esclusiva pertinenza della tecnica citofluorimetrica, creava delle difficoltà di standardizzazione, risolta con l’ automazione sugli ultimi emocitometri (XE 2100-ditta SYSMEX).
Le piastrine immature sono differenziate rispetto alle mature sia per la posizione nello scattergramm dovuta al maggiore volume, che per una fluorescenza più elevata proporzionale all’aumentato contenuto in RNA. La lettura avviene sul canale dei reticolociti tramite l’utilizzo di coloranti fluorescenti polimetinici in grado di legare gli acidi nucleici. Il software presente permette, attraverso specifici algoritmi ed usando dei gating, la quantificazioni delle piastrine immature espresse in percentuale rispetto al conteggio totale delle piastrine (IPF%).
Le piastrine reticolate forniscono indicazioni immediate dell’attività megacariocitopoietica midollare, differenziando le piastrinopenie da distruzione periferica da quelle da insufficienza midollare, mostrando un utilizzo clinico in condizioni di aumentato turnover piastrinico (porpora trombotica trombocitopenica, porpora trombocitopenica autoimmune, ipertensione associata a gravidanza).
Sono utili inoltre per monitorare la ripresa della piastrinopoiesi nei trapianti midollari o nel decorso terapeutico della porpora trombotica trombocitopenica e rappresentano degli indici discriminanti nelle trombocitopenie in cui coesistono più meccanismi patogenetici (epatopatie) evitando al Paziente approfondimenti diagnostici invasivi.
L’attività midollare può essere valutata senza il ricorso, sempre meno indicato dalle linee guida, all’agoaspirato. Attraverso il monitoraggio dei valori di tale parametro si hanno indicazioni sull’effettiva necessità di trasfusioni piastriniche, sull’andamento della megacariocitopoiesi e sull’efficacia della terapia in corso di piastrinopenie.

Lanciano - Largo S. Chiara, a cura Farmacia Colalé Rotellini

 

Dr.ssa Maria Golato
Direttore di U.O.C.
Patologia Clinica
Ospedale “Renzetti” Lanciano – Ch

Amici Colleghi

giovedì, 4 febbraio 2010

daddy oggi vuole bene a… 

daddy interpreta Monna Lisa

Giovanni, Gastroenterologo, articolo pubblicato il 25 febbraio 2010,
Antonello, Oncologo Medico, articolo pubblicato sul blog l’8 febbraio ’10,
Piergiorgio, Ortopedico contributo pubblicato il 27 febbr. ’11, Pier Paolo, Anestesista-Rianimatore, responsabile delle Cure Palliative, Terapia Antalgica e Nutrizione Artificiale, articolo pubblicato il 15 maggio 2010,
Assunta, Dietista, 3 articoli pubblicati il 9 marzo ’10, ed un quarto il 26 novembre ’10,
Lorenzo, Chirurgo la cui relazione è stata pubblicata il 6 maggio ’10,
ed ancora Luigi, Cardiologo, che ha accettato il 26 febbraio, con articolo pubblicato il 18 marzo ’10,
Valerio, Pediatra con articolo pubblicato il 22 giugno ’10,
ed anche Clara, Responsabile Servizio Tossicodipenze (Ser.T), con adesione il 19 aprile ed articolo pubblicato il 30 novembre 2010, e Maria, Patologia Clinica, che ha accettato il 21 aprile: 3 articoli pubblicati il 9 marzo ’11;

Ostetricia di Lucio Troiano per il "Frentano d'oro"

Manuela, Specialista in Ostetricia e Ginecologia, articolo pubblicato il 5 giugno 2010;
il 17 ottobre Lucio, Medico di Medicina Generale è stato coinvolto, con articolo pubblicato il 24..10.2010, ed il 21 ottobre Ines, microbiologa clinica, ha accettato un suo intervento nel blog sui germi difficili del terzio millennio, pubblicato il 26 marzo ’11.
Il 27 ottobre ’10, Vincenzo, chirurgo, con articolo pubblicato il 9 novembre sull’argomento “emorroidi”;
un altro O.K. da Giuseppe, anatomo-patologo, il 18 novembre ’10, tema aterosclerosi.
Il 16 dicembre 2010, Giancarlo, anche lui chirurgo, ha detto “sì” per un articolo sulla laparoscopia, …tempi: brevi, articolo pubblicato in parte il 6 marzo ’11.
Non mi fermo: il 9 febbraio Alberto, anestesista, per una relazione sull’anestesia spinale (articolo pubblicato il 12 marzo ’11).
Il 21 febbraio ’11 Flavia, per le Scienze Motorie: argomento splendido per la categoria “fitness”, ma anche “biochimica”: contributo nel blog dal 26 febbraio ’11.
Adelia, Prof.ssa di Greco in pensione, articolo pubblicato il 29 aprile 2011.
Altra adesione il 5 marzo ’11: Aniello in campo Giurisprudenziale per il quale, celerissimo, ho pubblicato il suo contributo il  20 marzo ’11.
E’ del 14 marzo 2011 l’adesione dell’Amico Collega Maurizio, Neurologo, in merito al decadimento cognitivo: articolo pubblicato il 28 luglio’11.
Ancora un sì di disponibiltà il 23 marzo ’11 dall’internista endocrinologo Arsenio, probabilmente sulla tiroidite di Hashimoto.

Il 7 aprile 2011 Giuseppe, Patologo Clinico e Medico dello Sport, ha dato la sua adesione per un articolo sulla attività sportiva non agonistica e gli esami di Laboratorio appropriati: articolo pubblicato il 19 marzo ’11.
Il Collega Levino, Patologo Clinico, l’8 agosto ’11 ha accettato l’invito a relazionare sul danno vascolare ossidativo della GGT, con articolo inserito nel blog il 28 agosto ’11.

Mi hanno promesso un articolo dedicato al blog, sicuramente molto interessante da pubblicare (nome quindi evidenziato in grassetto) da condividere con Voi.
Alla prossima, Amici, daddy.