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indice glicemico

mercoledì, 21 ottobre 2009

il fine ultimo dei carboidrati è quello di essere scisso in glucosio, molecola base del loro metabolismo, con concentrazioni ematiche della

daddy 1967: decoro marmo palazzo

glicemia coordinate soprattutto dall’azione dell’insulina, che permette l’ingresso, oltre alle molecole di acidi grassi ed amminoacidi (funzione anabolica ed ingrassante), del glucosio nel fegato, muscoli, adipociti ecc. abbassandone il valore ematico, e del glucagone che consente la mobilizzazione del glucosio di deposito per alzare la glicemia in caso di sue concentrazioni ematiche basse. Al riguardo ricordo anche altri ormoni oltre al glucagone, a funzione iperglicemizzante: adrenalina, nor-adrenalina, corticosteroidi, tiroxina e G.H.).

Dopo questa premessa, la definizione di indice glicemico, stabilito su 50 gr. di carboidrati assimilabili:

è il tempo che occorre per scindere, convertire cioè, l’alimento glucidico semplice, lo zucchero o complesso, come amido e maltodestrine, in glucosio: quanto più breve, maggiore la glicemia e quindi anche lo stimolo del picco insulinico con breve iperglicemia, ipoglicemia secondaria, stimolo dell’appetito e ricerca di ulteriori zuccheri, tipo dipendenza.

L’eccesso di glucosio viene incamerato nei depositi come grasso, tipo acidi grassi, trigliceridi, acido urico e colesterolo LDL, favorendo anche la formazione degli eicosanoidi a funzione biologica negativa. Da qui l’ovvio consiglio dei Nutrizionisti di frazionare il cibo della giornata in 4 – 5 pasti, sempre comprensivi dei 3 macro-nutrienti, zuccheri, lipidi e protidi, evitando quando possibile, le “abbuffate” super-dannose!fame

Come valore di riferimento il glucosio ha 100, mentre, solo per dare un’idea degli indici, questo breve elenco esplicativo:
carote cotte da 70 a 92, crude circa 30 (!),
miele e patate 80 ca.,
banane, pane e riso 60-70,
arance, pane e pasta tra 40 e 50,
legumi, latte, yogurt ed alcuni frutti fra 30 e 40,
soia, ciliegie, prugne, < 30.
Vedi le tabelle nutrizionali dei siti nazionali dedicati (INRAN – Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione, ISS – Istituto Superiore di Sanità ed altri delle Società specifiche).

Per concludere, chiedo attenzione su quattro cose, che non vogliono essere critiche, non ne ho la competenza, ma solo di riflessione:

il valore basato sui 50 gr., da valutare bene per ogni alimento, che dovrebbe essere la dose di zuccheri ben “lavorata” dall’insulina, onde evitare devianze metaboliche verso gli acidi grassi,

assenza di riferimento sulle calorie apportate, sul razionale programma nutrizionale della giornata e sul tempo e numeri dei pasti,

inlfuenza del fattore tempo impiegato per l’assunzione, ma sicuramente breve per la scarsa quantità di cibo, cioè 50 gr.,

influenza della tipologia dell’eventuale cottura (guarda che diversità per le carote se crude o bollite!), composizione nutrizionale dell’alimento contenente i carboidrati studiati, tipo “piatto unico” o “fantasia” con presenza di fibre, grassi e proteine e le loro influenze sull’insulina e sull’assorbimento dei nutrienti, nonchè sulla sensazione più o meno percepita della sazietà.

Per concludere: le tabelle vanno affrontate con consapevolezza, pazienza e buona volontà, ricordandoci un fuori-tema “appropriato” (bell’esempio di ossimoro!) e cioè che la sedentarietà ed eventualmente una sindrome metabolica in atto, richiede, se si è bravi e diligenti, una consulenza con il proprio MMG ed eventualmente con un Dietologo od un Dietista che di queste cose ne conoscono bene i pregi e i difetti.

daddy 1967: uomo battaglia di Anghiari, Leonardo 1503

Ed allora ecco che nasce la definizione di carico glicemico, che si calcola moltiplicando la quota in gr. dei carboidrati presenti nell’alimento (non sempre facile risalire alla loro reale percentuale) per il loro indice glicemico: ma qui mi sto quasi perdendo… e rimando il problema al MMG ed al Diabetologo (corner di salvataggio!).

insulina

giovedì, 17 settembre 2009

ormone prodotto dal pancreas che regola in primis il metabolismo del glucosio ed ha effetto anabolizzante. Rappresenta la chiave di ingresso di questo zucchero nelle cellule, insieme al potassio nei tessuti insulino-sensibili, che sono: fegato, tessuto adiposo e muscolo scheletrico a riposo quando sintetizza G.n. (glicogenosintesi). Cuore, reni, eritrociti e muscolo striato ipertrofico, ben allenato, non sono insulino-sensibili.

Il G. viene utilizzato subito come E. oppure viene immagazzinato nel fegato come G.n. o come grasso nel tessuto adiposo, dipendendo dal carico calorico e di alimento. Favorisce la formazione dell’NO ad azione vasodilatatoria stimolante l’attività del miocardio (contrattilità e lavoro) e di molti altri distretti; di converso provoca vasocostrizione per stimolazione delle catecolammine, blocco della vasodilatazione, e ritenzione del Na, con > della P.A. Favorisce inoltre la produzione di acido arachidonico a funzione negativa sull’organismo, nell’ambito degli eicosanoidi.
Stimola altresì la mitosi cellulare solo in condizioni di eccesso ormonale verosimilmente grazie all’innesco dei recettori IGF-1 (fonte: Eckardt K. et Coll. IGF-1 receptor signalling determines the mitogenic potency… Diabetologia 2007; 50(12)2534-43): da qui la potenziale azione onco-stimolante dell’insulino-resistenza.

Un > dell’insulina, cioè l’iperinsulinemia è propria dell’insulino-resistenza e quindi nel diabete mellito tipo 2 e pertanto nella sindrome metabolica, e negli apudomi, tumori a vario comportamento biologico insulino-secernenti a sede prevalentemente pancreatica. Un’iperinsulinemia si associa anche a blocco della produzione della leptina, prodotta dall’organo adiposo, uno degli ormoni regolatori la sazietà.

Vedi la relazione dell’insulina con il peptide C

ormoni anabolizzanti

venerdì, 5 giugno 2009

Per assimilare e costruire, sono gli ormoni che fisiologicamente hanno questa funzione, cioè favorire la captazione dei nutrienti, la sintesi proteica e la loro trasformazione in massa magra; rendere disponibile l’energia a base essenzialmente di glucosio ed acidi grassi per la produzione di ATP; sono DHEA, G.H., testosterone, insulina, somatomedina o IGF-1 e l’IGF-2.

DHEA o deidroepiandrosterone: ormone anabolizzante prodotto dalla corticale della ghiandola surrenalica dopo stimolo dell’ACTH dell’ipofisi. Concorre alla produzione della guaina mielinica isolante dei nervi, favorisce la diminuzione del numero degli adipociti del tessuto grassoso, è convertito in ormoni sessuali maschili, aiuta nella terapia di

arteriosclerosi iniziale in ipercolesterolemia familiare (foto m.e. di Sinax-Fidia)

alcune malattie auto-immuni, migliora la memoria recente, l’umore e la risposta infiammatoria dell’aterosclerosi.

G.H. growth hormone, ormone della crescita ipofisario o somatotropina. Importante correlazione con gli altri 3 e con il fattore di crescita cellulare somatomedina (IGF-1).

TESTOSTERONE LIBERO: sotto stimolo dell’ormone luteinizzante dell’ipofisi, l’LH, viene prodotto dalle cellule del Leydig dei testicoli ed in minima parte dalle ovaie; ha azione anabolizzante, favorendo la sintesi proteica e l’ossidazione dei grassi di deposito, viene sintetizzato con diete contenenti la fisiologica quota grassa del 30%.
Ha valenza di forza e potenza sia muscolare che sessuale, stimola la crescita dei peli, consente la spermatogenesi, < il numero degli adipociti, è regolatore del tono dell’umore, ha però un ruolo negativo nel favorire il cancro (prostata, mammella maschile), la scarsa attenzione familiare, l’aggressività comportamentale con elevata incidenza di autolesioni, traumi, immunosoppressione e mortalità (vedi Rischi integratori e farmaci).

daddy 1967: uomo battaglia di Anghiari, Leonardo 1503

>: mattino,
fino ai 25 anni,
allenamento anaerobico-alattacido con i pesi all’85% della potenza massima con 5 ripetizioni/serie, pause moderate e con la variazione dell’allenamento nel giro di poche settimane,
allenamento con pedana vibrante,
dieta lievemente ipocalorica con 5-6 pasti bilanciati/24 ore,
assunzione di acidi grassi monoinsaturi della frutta secca lipidica, olio di canola ed olio di oliva, burro di arachidi,
avena, avocado (ben 180Cal./100gr., ma ricco di salutari acidi grassi insaturi) e melograno,
con il dormire > 8 ore,
attività sessuale molto frequente,

<: alla sera,
stress,
molti tipi di farmaci che il tuo MMG conosce bene,
> 25 anni, con calo sensibile tra i 55 ed i 65 anni,
lavoro faticoso,
insonnia e comunque cattivo o scarso riposo,
allenamenti intensi e molto protratti, fino all’overtraining,
alimentazione ipocalorica sbilanciata,
alimentazione fortemente ipercalorica, talora vissuta come “consolazione” quale “equivalente” nevrotico,
acidi grassi trans,
digiuno,
dieta iperglicidica con iper-insulinemia, e quindi nella insulino-resistenza,
con il matrimonio, finalisticamente per la fedeltà e la cura della famiglia senza troppi interessi distraenti (!),
nel sovrappeso e soprattutto nell’obesità e nell’insulino-resistenza, per un metabolismo preferenziale di trasformazione del testosterone in estrogeni attraverso il processo detto aromatizzazione; da qui l’> degli estrogeni e la < del rilascio delle gonadotropine ipofisarie: ecco quindi il late onset hypogonadism (ipogonadismo ad insorgenza tardiva), campo pluri-specialistico.

Testut e Jacob, 1908 - prostata osservata dall'alto

ovviamente negli uomini con diagnosi di cancro della prostata e terapia anti-androgenica; ciò comporta un riflesso negativo nel metabolismo dei lipidi, < della forza e della resistenza muscolare, favorendo osteoporosi, > del peso corporeo e sindrome depressiva.
Ognuno di noi ha il “proprio” testosterone, maschi e femmine, bambini e centenari, ovviamente con livelli ematici diversi.
Vedi qualche altro dato nella categoria Rischi: testosterone e ormoni androgeni.
Da qui un consiglio obiettivamente e scientificamente positivo: facciamo comunque del fitness per favorire il recupero funzionale del corpo ed il miglioramento del quadro psicologico!

INSULINA: ormone prodotto dal pancreas che regola in primis il metabolismo del glucosio (G.) ed ha effetto anabolizzante. Rappresenta la chiave di ingresso di questo zucchero nelle cellule, insieme al potassio.
Il G. viene utilizzato subito come E. oppure viene immagazzinato nel fegato come glicogeno (G.n.) o come grasso nel tessuto adiposo, dipendendo dal carico calorico e di alimento. Favorisce la formazione dell’NO ad azione vasodilatatoria stimolante l’attività del miocardio (contrattilità e lavoro) e di molti altri distretti; di converso provoca vasocostrizione per stimolazione delle catecolammine, blocco della vasodilatazione, e ritenzione del Na, con > della P.A. Favorisce inoltre la produzione di acido arachidonico a funzione negativa sull’organismo, nell’ambito degli eicosanoidi.
Un > dell’insulina, cioè l’iperinsulinemia è propria dell’insulino-resistenza e quindi nel diabete mellito tipo 2 e pertanto nella sindrome metabolica, e negli apudomi, tumori a vario comportamento biologico insulino-secernenti a sede prevalentemente pancreatica. Un’iperinsulinemia si associa anche a blocco della produzione della leptina, prodotta dall’organo adiposo, uno degli ormoni regolatori della sazietà.

Per somatomedina ed IGF-2 vai al link dedicato.

Vedi nella categoria Rischi i pericoli del loro uso improprio e quindi non più anabolizzanti naturali!rischi farmaci2