Articoli marcati con tag ‘dolore muscolare’

city air scavengers

giovedì, 15 ottobre 2009

Ringraziamo di cuore quei generosi atleti “di città” che fanno running o footing nei centri delle città (necessità?, esibizionismo? perdita di una scommessa?) perché ci puliscono un po’ di smog con i loro polmoni: servizio di elevata utilità sociale che dovrebbe essere monetizzato!!! In condizioni normali i nostri polmoni ventilano 5-8  l. di aria al minuto; sotto sforzo si può arrivare a 30 – 40 l., immaginando quale dannosa filtrazione dell’aria urbana inquinata. Un’altra cosa: passare repentinamente da un ambiente a bassa temperatura ad un altro ad elevata temperatura, compromette l’attività protettiva di pulizia (clearance) muco-ciliare dei bronchi, con ingresso meccanico di smog (fumi e nebbie), inquinanti vari tipo carbone, particolato ed altro nel profondo degli alveoli polmonari.

Ragazzi, smog e particolato ostruiscono i nostri bronchi impedendo all’ossigeno di raggiungere gli alveoli polmonari, sede degli scambi preziosi di gas, vitali.

Ancora: l’asfalto duro non ammortizza o attutisce l’appoggio plantare, anche con buone scarpe: ciò può provocare torpore ed indolenzimento muscolare che richiedono un supplemento di recupero e di stretching; quindi per tanti motivi è meglio la pista di atletica o di un parco erboso.
Andate quindi in posti ritenuti salubri, periferici, ma attenti alle comitive di matti e di ubriachi ed ai cani randagi!

dolore muscolare

mercoledì, 7 ottobre 2009

diverso dal concetto di crampo, è la conseguenza del lavoro specifico, del tipo di esercizio effettuato; vedi però anche fatica.ernesto ginocchio

Durante l’esercizio, il dolore sperimentato è detto immediato, per affaticamento e per note lesioni di edema, degenerazione e lacerazione delle fibre, come avviso che alla funzione muscolare si sta chiedendo molto, forse troppo, anche se spesso a questo si mira!

L’energia impiegata è in esaurimento e bisogna diminuire o arrestare lo sforzo.

I responsabili chimici di questa sofferenza precoce (dolor) che impedisce la funzione contrattile (functio lesa) sono i mediatori dell’infiammazione del tipo chinine algogene e vasoattive e gli eicosanoidi, in particolare le prostaglandine, con edema dei tessuti (tumor), > di temperatura locale (calor), arrossamento locale per vasodilatazione (rubor): il tutto per un maggior afflusso di sangue per la prestazione richiesta: è la triade di Virchov.

Per il ruolo dell’acido lattico, al riguardo, le convinzioni attuali sono quelle di una sua non partecipazione, scomparendo in poco tempo dal muscolo e dal sangue per diventare glucosio nel fegato.

Per quanto riguarda il “dolore del giorno dopo”, cioè tardivo, avviso-allarme di situazione funzionale non ancora in compenso, è noto che l’attività muscolare intensa, soprattutto se in assenza di un buon allenamento, cioè adattamento fisiologico pluri-fattoriale, provoca lesioni muscolari, come già visto prima, con esami di laboratorio positivi al riguardo, tipo micro-ematuria (soprattutto nelle corse prolungate) e creatininuria (presenza rispettivamente di globuli rossi e di creatinina nelle urine), > della GOT, CPK, LDH, mioglobina.

I muscoli appaiono un po’ rigidi, ipo-elastici e pigri: si consiglia stretching, riposo o fit-walking o lieve corsa, (auto)-massoterapia e mi raccomando, valutazione del “perché?” e programmazione del “cosa” e “quando” rifare il training! Talora l’asfalto duro e non  ammortizzante l’appoggio plantare può essere responsabile del fenomeno, ovvero una calzatura inidonea.

Non ho esperienza di terapia con farmaci per questa situazione, e meno male! A meno che non ci si sia comportati veramente “senza testa” e “con i piedi” e siamo diventati dei “ciocchi di legno”: ma questo i bravi trainer non vogliono che accada!

acido lattico

venerdì, 18 settembre 2009

pesetti bicipitiacido lattico: c’è qualcosa di nuovo da sapere al riguardo, per noi di palestra e non per i Tecnici ovviamente, secondo studi del 2004 (fonte: Am. J. Phys., 287, 2004, R502-R516).

Gli ioni H+ che si accumulano, provenienti dalla scissione dell’ATP in E. e fosfato per la “nostra” attività, partecipano ad importanti reazioni intra-cellulari con l’attività energetica prodotta dai mitocondri (respirazione mitocondriale).

Durante l’esercizio spinto, molto intenso, si forma l’acidosi (l’acido lattico non ancora compare), per accumulo nei muscoli di ioni idrogeno provenienti dalla scissione del G. attraverso la via metabolica della glicolisi, che fornisce anche 2 molecole di acido piruvico: le fibre muscolari interessate al riguardo sono quelle a contrazione rapida, dette bianche, per la forza esplosiva, acuta, cioè di breve durata.

Ogni molecola di acido piruvico ingloba 2 ioni H formando infine l’acido lattico, che risulta pertanto essere una conseguenza dell’acidosi, e non la causa, così come non è responsabile del fenomeno “fatica”, dovuto all’ipoglicemia; l’acido, captato dal fegato, contribuisce alla ricostituzione del glucosio impiegato a fini energetici.

Quindi l’acidosi cellulare si potrebbe combattere > l’attività respiratoria (metabolica) dei mitocondri.

L’acido lattico si accumula nei muscoli, ma non oltre le 2 ore, durante l’attività motoria, già a partire da basse intensità di esercizio, provocando una sensazione di bruciore, di dolore e quindi di fatica, inibendo lo sviluppo dei mitocondri, così come avviene dopo uno sforzo intenso, prolungato: da qui stop esercizio.Vedi qualcosa di più su dolore muscolare e fatica.

La sua presenza richiede E. con un reintegro dei carboidrati per ricostruire le riserve di glicogeno. (fonte: A. Nicolai et Coll., Sport: fisiologia, metabolismo, nutrizione. 2008, S.O.D. di Dietetica e Nutrizione Clinica, AOU Ospedali Riuniti, Ancona, pag.73).

Utile la riflessione sulla “bontà” finalistica della stanchezza, dove un’ulteriore prosecuzione dell’esercizio non solo non è più allenante, ma dannosa dal punto di vista biologico!