sabato , 21 ottobre 2017
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dopamina a livello cerebrale (neuro-ormone)

Le azioni periferiche di questo ormone sono descritte in catecolammine. Qui mi piaceva riferire sulle sue funzioni a livello cerebrale, secondo conoscenze dirette, ma soprattutto articoli recenti cercati con cura.

La dopamina in particolare è il neurotrasmettitore che gestisce la circolazione cerebrale favorendo afflussi ematici in determinate regioni e quindi percorsi fisiologici finalizzati, consentendo la “comunicazione tra le cellule“.

Da anni, credo dal 2000, si è notato che nella terapia del morbo di Parkinson l’> della disponibilità della dopamina, tramite un particolare farmaco dopamino-agonista, penalizzato giustamente e multato per deficit informativo sulla scheda tecnica, provoca all’incirca nel 10-15% dei Pazienti dipendenza dal sesso (ipersessualità), shopping compulsivo, gioco (on-line, gratta-e-vinci, scommesse et similia) che diventa d’azzardo e patologico (GAP: Giodo d’Azzardo Patoogico) ed altro (fonte dell’ottobre 2006 e fonte 2010). Ed ancora, secondo recentissimi studi, la conferma che la dopamina risulta sempre più implicata in comportamenti sociali od individuali a rischio (fonte: Prof. Yuri Bozzi, Istituto Neuroscienze, CNR Pisa).
E’ comunque dal 1994 che è stato evidenziato un problema genetico con propensione all’uso ed abuso di sostanze pericolose per la salute (alcool e droghe) in alte percentuali di casi patologici: è la variante Taq-A1 del gene d2a1 (fonte 1994) che codifica per i recettori D2 (pre- e post-sinaptici) della dopamina.

Ma non solo problemi personali e sociali al limite od over-legalità: anche la “voglia di visibilità”, l’esibizione contenuta od ostentata, il dire “io ci sono”, il “confidarsi non privato”, la politica purtroppo per me, dell’effimero, soprattutto con Twitter e Facebook, sono dopamino-dipendenti (fonte del PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences del 27 marzo 2012) e provocano godimento e soddisfazione altamente gratificanti, attivando circuiti mesolimbici uguali a quelli stimolati dal cibo “ricco” (di grassi, sale e zucchero che le Industrie alimentari ben conoscono e sfruttano) che soddisfa una fame intensa o “nervosa”, dalla cocaina, dal sesso e dai soldi.
In campo tossicologico la cannabis (marijuna) consumata abitualmente da giovani adolescenti provoca alterazione della captazione recettoriale e della dismissione dell’ormone ssoprattutto a livello del nucleo striato (studio PET funzionale): per ottenere il “mi piace” soddisfacente ottenuto dalla dopamina, si devono assumere maggiori quantità alterando così la struttura della personalità del giovane (fonte aprile 2012, su campione di 16 soggetti). Accanto a ciò evidenti alterazioni affetive ed emotive prevalenti sulla attenzione, sulla memoria, ragionamento, elaborazione e sull’intelligenza, verosimilmente irreversibili (studio pilota del 2004, fonte, implementato nel 2012 fonte).

Nel 2007 studi di neuro-psicofarmacologia presso l’Università di Cagliari, diretti dai Proff. Gianluigi Gessa e Giovanni Biggio, hanno dimostrato come questo ormone, a valenza anche di neuro-trasmettitore, sia ben collegato fisiologicamente ai sentimenti del “piacere” associato ad esperienze di cibo, sesso, bacio, allontanamento del pericolo, ricompensa e gratificazione dei sensi (udito per la musica, vista per paesaggi, quadri, come questo a lato, splendido, originale ed ipnotico, ed altro) (fonte), tramite una sua produzione in centri corticali cerebrali, in zone ippocampiche ed in zone profonde mesencefaliche tipo nucleo nigro, nucleo o sostanza striata ed amigdala, parte del sistema limbico, quest’ultima responsabile anche del sentimento di profonda diffidenza ed ostilità nei confronti della diversità (sec. Julian Savulescu, filosofo e bioetico (rumeno)-australiano, nato il 22.12.1963), però in senso generale. Gli studi vengono eseguiti con la PET (Positrons Emission Tomography) e la fRNM (Risonanza Nucleare Magnetica) con f per funzionale, che rileva l’> della circolazione ematica nelle regioni enecefaliche attivate o “accese” con l’impiego, da incentivare e studiare, dei mediatori biochimici specifici.

Il “ridere” ha effetti biologici positivi: oltre a produrre dopamina con risvolti caratteriali del momento verso la curiosità e l’intraprendenza, stimola la produzione di anticorpi plasmacellulari, le immunoglobuline A, l’adrenalina e le endorfine.

So, let’s smile :).

Ritorno sull’argomento del morbo di Parkinson. Poichè la manifestazione clinica trova la sua patogenesi nella mancata attività uva acido ellagicodopaminergica (deficit produttivo) a livello delle sinapsi della sostanza grigia dei nuclei striati della base, per accumulo patologico della proteina alfa-sinucleina nei corpi di Lewy, si sta sperimentando un nuovo vaccino, denominato PDO1A, fonte del 5 giugno 2012, contro tale proteina. Da vedere fra un po’ di tempo. Altra recente notizia del gennaio 2012: la curcumina ed il resveratrolo, pigmento antiossidante dei polifenoli, potrebbero avere un effetto terapeutico nel ritardare la formazione della proteina suddetta (fonte).

Nota la sua iperproduzione con effetto eccitatorio da parte delle anfetamine: i neuroni iperattivi soprattutto dell’ipotalamo,  non percepiscono stanchezza, sonno e stress: ma sono guai!, soprattutto nel cervello in evoluzione dei giovani (vedi sopra per quanto riguarda la cannabis).

Le correlazioni della dopamina con la serotonina e l’ossitocina, “ormoni del piacere” sono in progress.

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